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IL DIALOGO 26 gennaio 2001 Verità e mistificazioni della destra fascista Un articolo del responsabile Culturale di Alleanza Nazionale di Avellino (che fra l'altro è un prete cattolico) e le proteste che ne sono seguite. |
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La Scheda: Chi è Giovanni Palatucci La scheda che riportiamo è tratta dal sito: http://web.tiscalinet.it/gliebreiacampagna Che contiene un'importante documentazione su tutta l'attività di Palatucci. Ci sembra importante sottolineare la seguente frase che sbugiarda le affermazioni del responsabile di Alleanza Nazionale di Avellino sull'essere Palatucci "l'eroe del fascismo dal volto umano": "Prende contatto con i partigiani italiani e, sotto il nome di Danieli, concorda con loro un progetto, da far giungere agli alleati, per la creazione, a guerra finita, di uno Stato libero di Fiume". Palatucci, dunque, ha fatto parte, a pieno titolo, della resistenza italiana al fascismo e al nazismo. |
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La Posizione di Alleanza Nazionale L’INTERVENTO - Da Il Mattino del 25-01-2001 Di seguito pubblichiamo la lettera che Gerardo Picardo, responsabile del settore "Cultura" di Alleanza Nazionale ha inviato ieri al sindaco di Avellino e agli organi di stampa. (In grassetto la frase che ha scatenato la protesta) ESEMPIO STRAORDINARIO DI AMORE PER L'UOMO Pregiatissimo sindaco Di Nunno, si ritorna a parlare di Giovanni Palatucci, punto di riferimento di umanità e porta di salvezza per migliaia di ebrei perseguitati. Alleanza Nazionale accoglie con gioia il ricordo a lui rivolto dalla città di Avellino con le manifestazioni di questi giorni a lui dedicate. La memoria di G. Palatucci nel dopoguerra è stata più onorata in Israele che da noi, fatta eccezione per Montella, suo paese natale.Franz Maria D’Asaro, relatore sul "Caso Palatucci" presso la commissione ministeriale per la concessione delle ricompense al valor civile, si chiedeva di recente: "Come mai in Italia la straordinaria storia di Giovanni Palatucci non ha avuto la stessa eco e non ha provocato la stessa commozione? La spiegazione è tristemente semplice: è vero, l’ultimo questore di Fiume Italiana è un benemerito, ha dato un esempio sublime, ha rischiato di persona per salvare migliaia di ebrei, ci ha lasciato la pelle nell’inferno di Dacau, ma, purtroppo per lui, era un questore repubblichino..." Aggiungiamo un altro dato: presto il Questore di Fiume sarà proclamato dalla Chiesa Cattolica "Beato". L’eroe del fascismo dal volto umano rimanda ad una ermeneutica che i dati della storia devono ricomporre in tutta la loro eccezionale portata. L’8 dicembre 1941, in una lettera inviata ai genitori, egli stesso scriveva: "Ho la possibilità di fate un po’ di bene. Di me non ho altro di speciale da comunicare". Iniziava in questo modo, sommessamente, un ministero di umana accoglienza dell’"altro" che salverà circa 5000 ebrei dalle deportazioni. Di Giovanni Palatucci recentemente si è occupato anche la "Civiltà Cattolica", prestigiosa e secolare Rivista dei gesuiti italiani, in un articolo interessante del Prof. Piersandro Vanzan. L’ebrea Nenmann, salvata dal Questore di Fiume dice che Palatucci "andò oltre il comandamento", perché amò il prossimo più di se stesso. Nel 1953, a Ramat Gan, quartiere dì Tel Aviv, gli hanno dedicato una strada, fiancheggiata da trentasei alberi, uno per ogni anno della sua coraggiosa esistenza. Nel 1955 prese il suo nome una foresta nei pressi di Gerusalemme. Quando chi scrive si recò a Gerusalemme vide il nome del "questurino" a Yad Vaschem, proclamato dagli Ebrei "Giusto tra la nazioni". Nell’ottobre del 1999, quando il Presidente Ciampi si recò alla Knesset, A. Sharom, capo del Lìkud, gli parlò dell’eroe irpino, esempio italiano di giustizia e fratellanza. Il 9 aprile scorso, il card. Ruini, con un editto pubblicato sull’Osservatore Romano, ne ha chiesto la beatificazione. Ha scritto il gesuita Vanzan: "Fu un’epopea di amore fraterno, che possiamo riferire solo in parte". Molte delle cose fatte da Palatucci riposano per ora sui fondali della memoria, nei cuori di gente che non c’è più, nei segreti della storia. Una trasmissione della Rai, "Chi l’ha visto", ha lanciato svariati appelli per ricostruire, almeno in frammenti, la storia degli effetti dei suoi innumerevoli interventi. E la ricerca continua. Nell’ottobre del ‘44 fu tradotto a Dachau. Fu l’ltimo suo viaggio. Moriva il 10 febbraio dell’anno successivo. Il suo corpo fu gettato in una fossa comune sulla collina di Leitenberg. Sorrise, annotò il Ricciardelli, fino alla fine. Si legge nella biografia che il Gruppo di Lavoro ha ultimato per la beatificazione di Palatcci: "A Fiume la sua anima ora già amica dell’infinito e il freno che lo portò via non uccise mai la sua gioia nè la sua speranza in un mondo nuovo". La storia ha consegnato la purezza dei suoi ideali all’Irpinia e al mondo intero. Di tutto questo l’Irpinia deve prendere coscienza in modo forte e guardare a chi ha tracciato un solco di umanità, credendo e morendo per un futuro migliore. La signora Scwartz, ebrea, salvata da Palatucci, dopo tanti anni di ricerche del suo questore, partì da Israele, per deporre dinanzi alla questura di Fiume un fiore ed un biglietto. Sulla carta c’era scritto: "Il Dio dei padri ci ha dato la vita. Tu ce l’hai conservata. Riposa per sempre fra le stelle del cielo". Insieme, in questi giorni, possiamo e dobbiamo celebrare un uomo e una storia che non può cadere nel vento dalla nostra terra ma riposa davvero carica di senso fra il sangue dei figli più belli. In nome solo dell’umanità di chi ci ha lasciato un ricordo di bene. |
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La Protesta laltracitta.it Email: laltracittà@laltracittà.it Avellino li, 25/01/2001 Alla Redazione di Avellino de "Il Mattino" Protestiamo. Protestiamo vivamente per le affermazioni su Giovanni Palatucci contenute nell'intervento apparso oggi su "Il Mattino" scritto da don Gerardo Picardo, che si firma in qualità di responsabile del settore "Cultura" di Alleanza Nazionale di Avellino. Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume che nell'ottobre del 1944 è stato ucciso nel campo di sterminio di Dachau per aver salvato oltre 5000 ebrei, da vittima del fascismo e del nazismo sarebbe diventato, secondo don Gerardo Picardo e Alleanza Nazionale addirittura "l'eroe del fascismo dal volto umano". Si tratta di una mistificazione, di un tentativo ultrarevisionista di cambiare le carte in tavola della storia da parte di chi, come Alleanza Nazionale, evidentemente continua a guardare al fascismo come al miglior regime politico e sociale della nostra storia patria. Nel fascismo e nel nazismo non c'è nulla che possa essere indicato come positivo: il fascismo, con la promulgazione in Italia delle leggi razziali e la persecuzione degli ebrei voluta dal nazismo, si è condannato da solo a finire nella pattumiera della storia da cui nessun'opera revisionista non potrà mai toglierlo. L'AltraCitta |
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L'articolo "Mistificazioni e revisionismi su Palatucci" Da Il Mattino - Edizione di Avellino del 26-01-2001 E' polemica sull'intervento, pubblicato ieri sul nostro giornale, che don Gerardo Picardo ha scritto, in qualità di responsabile culturale di Alleanza Nazionale, sulla figura di Giovanni Palatucci, martire del fascismo, ucciso a Dachau nel 1944 per aver salvato 5000 ebrei. Sotto accusa l'affermazione di Picardo che definisce Palatucci come "L'eroe del fascismo dal volto umano". A protestare per quella che viene definita una mistificazione della storia, sono esponenti di spicco del mondo cattolico Irpino, come don Ferdinando Renzulli, direttore della Caritas di Avellino. Hanno protestato anche Ottavio di Grazia, studioso dell'ebraismo e, con una lettera al nostro giornale, l'associazione "L'altraCittà" (che ha da poco aperto il sito Internet http://www.laltracitta.it). La presa di posizione del giovane prete di Avellino, è stata accolta con disappunto all'interno della stessa curia vescovile che, da sempre, non gradisce i preti impegnati direttamente nella vita di partito, soprattutto se quest'impegno è mascherato come attività culturale. A protestare è anche Giovanni Maraia di Rifondazione Comunista, che chiederà al sindaco di Avellino di rispedire al mittente la lettera di don Picardo. Per Don Ferdinando Renzulli, l'affermazione di Picardo "è aberrante perché non si può trasformare la vittima di un regime in un eroe di quel regime. Il fascismo ed il nazismo, uccidendo Palatucci, hanno cancellato qualsiasi possibilità di poter passare come qualcosa di umano da tramandare alle future generazioni". Don Ferdinando sottolinea come la scelta di Palatucci di sacrificare se stesso per opporsi alle leggi razziali volute dal fascismo "è legata alla sua profonda fedeltà al Vangelo e al messaggio di pace e di rifiuto della violenza in esso contenuto, che entra in conflitto con qualsiasi dittatura". Per l'associazione L'altraCittà l'affermazione di Picardo è "una mistificazione, un tentativo ultrarevisionista di cambiare le carte in tavola della storia da parte di chi, come Alleanza Nazionale, evidentemente continua a guardare al fascismo come al miglior regime politico e sociale della nostra storia patria. Nel fascismo e nel nazismo - prosegue L'altraCittà - non c'è nulla che possa essere indicato come positivo: il fascismo, con la promulgazione in Italia delle leggi razziali e la persecuzione degli ebrei voluta dal nazismo, si è condannato da solo a finire nella pattumiera della storia da cui nessun revisionismo storico potrà mai toglierlo". Per Ottavio Di Grazia quella di Picardo è "un'affermazione gravissima che s'inquadra nel clima di revisionismo storico che stiamo vivendo in Italia e contro cui è necessario un impegno forte di tutti i cristiani". Per Giovanni Maraia, segretario di Rifondazione Comunista, "è semplicemento indignitoso e orrido macchiare la vita e l'opera di Palatucci ascrivendola all'interno di una inesistente catalogazione storica, quella del fascismo dal volto umano. Il fascismo e il nazismo - prosegue Maraia - hanno costruito Dachau, Palatucci ha sacrificato la propria vita a Dachau. L'affermazione di Picardo è una bestemmia e un chiaro atto di sacrilegio, costruito da un mestatore dei fatti della storia, figlio del revisionismo dilagante nella nostra provincia. Siamo certi - conclude Maraia - che il sindaco di Avellino e l'assessore alla cultura respingeranno il tentativo della destra fascista di mettere il proprio sigillo su cose molto lontane dalla propria storia". Giovanni Sarubbi Estratto da:
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Sunday, September 2, 2001; Last updated:Monday October 01, 2007 |