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A Dachau, per amore
La figura di Giovanni Palatucci commemorata a cinquant'anni dalla
morte
Nel cinquantesimo anniversario della
morte di Giovanni Palatucci l'Associazione Nazionale Miriam Novitch ha
promosso un'iniziativa per ricordare la figura dell'ultimo Questore di
Fiume italiana. Giovanni Palatucci morto a Dachau a soli 36 anni dopo aver
salvato oltre 5.000 ebrei dal 1938 al 1944. L'Associazione, in segno di
gratitudine ed apprezzamento del mondo ebraico, ha proposto, dopo gli importanti
riconoscimenti attribuiti in Israele alla memoria di Palatucci, in conferimento
della Medaglia d'oro. La cerimonia svoltasi a Roma nello storico Palazzo
Pitigliani, ha avuto momenti di commozione e la figura del funzionario
ucciso nel campo di sterminio di Dachau con l'accusa di aver sottratto
alla barbarie nazista migliaia di perseguitati e' stata ricordata dalle
personalita' presenti.
Grande attenzione e' stata dedicata
alla commemorazione anche da molte Autorita' nazionali. Il Presidente della
Repubblica Scalfaro ed il Ministro dell'Interno Brancaccio hanno inviato
messaggi; il capo della Polizia Masone e' intervenuto personalmente conferendo
all'incontro particolare solennita'. Erano presenti fra gli altri, il Rabbino
Capo Toaff, il Ministro Plenipotenziario Ziv, in rappresentanza dello Stato
d'Israele, la senatrice Tedesco Tato', il presidente dell'Associazione
Miriam Novitch Adolfo Perugia, il prof. Raimo, il coordinatore dei cappellani
della Polizia di Stato Mosignor Alberti, l'artista De Canino.
Il Presidente della Repubblica nel
suo messaggio ha definito l'iniziativa di "grande significato morale per
coloro che sopravvissero ai campi di sterminio come per le nuove generazioni
alla ricerca di fulgidi esempi cui ispirare le loro azioni. L'Italia non
ha dimenticato questo suo illustre figlio martire per la liberta' che,
al pari di tanti altri per essa si e' immolato lasciandola in preziosa
eredita' ai giovani cui spetta il compito di difenderla". Il capo della
polizia Masone ha ringraziato l'Associazione promotrice, legata alla Polizia
di Stato da stima e amicizia profonda, per l'opera svolta nella riscoperta
della figura di Giovanni Palatucci ed ha evidenziato il carattere squisitamente
umano dell'azione svolta dal Questore di Fiume, azione permeata altresi'
da uno spirito di religiosita' universale. Giovanni Palatucci ha conciliato,
ha proseguito Masone, un alto senso dello stato, l'alta professionalita'
ed un forte sentimento di giustizia nel sottrarre, nella sua veste di funzionario
di Polizia, tanti perseguitati. La totale disponibilita', fino al sacrificio
estremo, esaltano in lui i valori di solidarieta'.
Il professor Toaff ha sottolineato
quanto fosse coinvolgente il carisma di Palatucci nei confronti dei collaboratori;
infatti "moltissimi fuggivano da tutta l'Europa orientale e, attraverso
questa parte dell'Italia, tentavano di raggiungere l'America": un ponticello
segnava il confine e, spesso, i poliziotti si spingevano sul ponte ad aiutare
bambini e persone anziane in difficolta'.
"Palatucci va ricordato - ha concluso
Toaff - non solo perche' li ha salvati, ma per come li ha salvati".
Negli interventi di Perugia e di
Raimo si sono potuti cogliere molti aspetti storici e biografici; si deve
infatti al professor Raimo la pubblicazione, a seguito di attente ed accurate
ricerche e testimonianze, della prima biografia, recentemente integrata
e ristampata, di Giovanni Palatucci.
Nel corso della cerimonia il maestro
De Canino ha donato alla Polizia di Stato un quadro che interpreta l'eroica
figura di Palatucci, opera di grande valore artistico e di profondo significato
simbolico. De Canino, stimato pittore ebreo ha donato un'altra opera con
lo stesso tema alla Questura di Avellino, provincia natale di Giovanni
Palatucci.
La cerimonia nel corso della quale
e' stato commemorato il giovane funzionario di fiume si e' svolta nel Gennaio
scorso in forma solenne alla presenza del prefetto Leuzzi, del Questore
De Stefano e di numerose Autorita' civili, militari e religiose della citta'
irpina. Un'altra solenne cerimonia e' stata tenuta presso il Sacrario dei
Caduti della Polizia di Stato caratterizzata da una preghiera ecumenica
tenuta dai cappellani della Polizia e dai rappresentanti della Comunita'
Ebraica.
Articolo ristampato da:
- Antonia Marzario, "A Dachau, per amore La figura di
Giovanni Palatucci
commemorata a cinquant'anni dalla morte", Polizia Moderna, N°3
Marzo 1995
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