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11 settembre 1951 - sbarco al Pier 2 Il Pier 21 (o molo 21) era un magazzino di mattoni sullungomare di Halifax. Entrarci poteva essere una triste esperienza tranne per il fatto che costituiva l'inizio di un futuro più luminoso per il milione e mezzo di immigranti che tra il 1928 e il 1971 sbarcarono a questo molo. L'edificio fu chiuso nel 1971 poiché un numero sempre maggiore d'immigranti non arrivava più per via mare ma in aereo. Dopo anni di abbandono, il Pier 21 adesso diverrà qualcosa di più di un magazzino vuoto, abitato da fantasmi. Grazie alla "Pier 21 Society," che è ora impegnata in una campagna nazionale di raccolta fondi, nel 2002 si realizzerà il sogno che i cittadini di Halifax hanno cullato già da molti anni, e cioè quello di erigere un monumento eterno, un monumento vivente, a coloro che hanno fatto i loro primi passi in Canada sbarcando appunto a questo molo. La metà della somma di nove milioni necessaria per il restauro del molo è stata fornita dal governo federale canadese, da quello provinciale della Nova Scotia, e da quello comunale di Halifax. Il resto dei fondi verrà erogato (si spera) da aziende e cittadini in sedi private. Oltre a diventare un'attrazione turistica sul modello dell'Isola Ellis di New York, il Pier 21 attirerà molte persone ancora viventi che sbarcarono lì. Sono più che certa che tra queste persone figureranno il Ministro Federale del Lavoro Alfonso Gagliano, nostro compatriota, nonche il giornalista Peter Newman, il quale sbarcò al Pier 21 con i suoi genitori nell'estate del 1940, arrivando ' come ha scritto nella sua colonna settimanale della rivista Maclean's - decenne spaventato assieme alla sua famiglia per sfuggire all'occupazione nazista dell'Austria e della Cecoslovacchia.
Penso che tutti noi abbiamo sentito le stesse emozioni a quello sbarco, emozioni che i Canadesi nati qui forse troveranno difficili a capire. In quel magico momento in cui mettevamo piede a terra in Canada ci rendevamo conto che qualsiasi cosa fosse accaduta, niente sarebbe restato com'era prima. In Europa avevamo lasciato con tanta tristezza al cuore amici, parenti, genitori; all'arrivo in Canada provavamo invece gioia pura, ma anche tanta paura e ansietà. Nel 1952 il dipartimento di Cittadinanza e Immigrazione Canadese decise di agevolare il trasporto di immigrati usando, addirittura, mezzi aerei perché non c'erano più navi sufficienti per accomodare la richiesta di passaggi. E così nacque l'APLS (Assisted Passage Loan Scheme). Oltre a questo il dipartimento fece un accordo con la International Refugee Organization (IRO) tramite la quale tante nostre genti profughe giuliano-dalmate fecero poi il loro ingresso nella terra promessa: il Canada. Qui inizia la storia dei 1500 uomini e donne che 1'11 settembre 1951 arrivarono al Pier 21 del porto di Halifax dopo una traversata di otto giorni a bordo della motonave "General S, D. Sturgis". E forse questo è il momento giusto per pubblicare un eloquente esempio delle note o biglietti di bordo che un gruppo di questi giovani intitolarono "La Voce dei profughi" e "La Voce del Canada". "La Voce dei profughi" dice: "Esce quando può e costa molta fatica. Chissà se le persone che scrissero quelle pagine sono ancora vive? Per questo io vorrei adesso riportare per voi ciò che uno di quei giovani, del quale non conoscoil nome, scrisse nel suo ultimo bolettino di bordo: "Con 1'arrivo al porto, avrà praticamente termine la missione intrapresa con tanta perizia dell'IRO. Inizierà una nuova vita per l'emigrante, avrà questi la possibilità di ricostruire o di creare finalmente il suo focolare; di lavorare e vivere come umanamente è di diritto dell'uomo. Vada perciò, tramite queste poche righe, unanime il ringraziamento di tutti gli emigranti a questa Organizzazione che in seno alI 'ONU; cerca di rissollevare le sorti del mondo. Un saluto voli alla terra vicina, al Canada, che tanto generosamente accoglie tanti profughi che certamente, con tutte le forze e con grande volontà, cercheranno di rendersi degni figli di questa nuova Patria che tanto disinteressatamente li ambisce del titolo di figli." Non so, e forse non saprò mai, chi fu l'autore di queste brevi ma profonde righe. Forse qualcuno che leggerà il mio articolo, forse uno dei "nostri 1500", lo sa e me lo comunicherà. Allora avremo l'occasione di dare un volto e un nome a questo nostro fratello o nostra sorella. Forse, e lo voglio sperare, nel 2002 all'apertura ufficiale del Pier 21, noi che siamo rimasti, potremo avere un angolino in seno a questo monumento per mostrare al mondo che esistiamo ancora e che l'angoscia che provavamo per le nostre terre e per le nostre case abbandonate non ci ha mai lasciati. Se Dio vuole qualcuno di noi potrà essere presente alle grandi cele, brazioni al Molo 21 e dimostrare al Canada che i suoi nuovi figli, accolti ed abbracciati al seno quel lontano 11 settembre 1951, si son fatti onore e gli sono ancora grati. . . . Scritto da: Dinora Bongiovanni (Toronto, Canada) Annuncio in represo dal foglietto La Voce dei Profughi, "esce quando può. Costa: molta fatica" pubblicato sulla motonave S.D. Sturgis, settembre 1951):
Riprendiamo da La Voce del Canada, il bollettino pubblicato sulla motonave "Generai S.D. Sturgis " I' II settembre 1951, questa semplice ma allo stesso tempo commovente poesia composta da Ernesto Laurini.
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Addendum: On its very next voyage, the General S.D. Sturgis transported another group of Istrian and European refugees from Bremerhaven, Germany to New Orleans, Louisiana, USA, and arrived on October 11, 1951, exactly one month after its landing in Halifax, Canada. Among the passengers were Enrico Bartolo Ciceran (b. Berdo, Istria), Giovanna Iurman (It. Giormani)-Ciceran (b. Nòselo, Istria) and their daughters, Maria Luisa (Marisa), aged 7-1/2 and Bruna, aged 5-1/2. Both children were born in Rijeka - Fiume. Marisa Ciceran Vedi anche:
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This page compliments of Marisa Ciceran Created: Wednesday, March 06,
2002; Last Updated:
Tuesday, March 11, 2008
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