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Angela Veronesi-Liubicich
Ricordi
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Ricordi di una maestra

Io sono Angela Alessandra Antonietta Veronesi, sposata Liubicich, nata il 25 gennaio 1918 a Cairo Montenotte, Italia, figlia di profughi dal trentino a causa della prima guerra mondiale.

Era l'estate del 1938, quando, dopo aver superato il concorso per posti d'insegnante nelle scuole rurali dell'Opera Nazionale di Assistenza all' Italia Redenta (ONAIR) venni nominata insegnante titolare nella scuola rurale di Zadca, nel comune di Fianona in Istria. Le scuole rurali gestite da questo Ente avevano lo scopo di tenere i bambini residenti nelle campagne e lontani dal paese, più vicini alle loro case. Venivano pure forniti gratis di libri e quaderni.

È stata così una grande gioia per me potermi finalmente dedicare al lavoro che mi piaceva molto. Dopo un corso di preparazione di circa venti giorni, tenuto a Trento, partii per Zadca. Fu un viaggio lungo ed anche faticoso, ma assieme ad altre colleghe, che avevano destinazioni diverse, arrivammo tutte alle nostre sedi.

Angela e parte della sua classe del 1940La mia scuoletta era al piano superiore di una casa, i cui padroni furono molto gentili con me. Avevo una bella stanza da letto e l'aula bene arredata. Gli alunni erano delle tre prime classi elementari, tutti buoni, carini e disciplinati e così incominciai a lavorare. Devo dire che non era tanto semplice specie per la prima classe. Venivano allora a scuola senza saper usare neppure la matita e non conoscevano l'italiano perchè in casa parlavano il croato. Ma piano, piano, con pazienza ed amore, si riusciva a fare quasi dei miracoli perchè a fine anno questi piccoli parlavano discretamente, scrivevano dei pensierini e sapevano anche leggere. Era nostro compito insegnare anche religione perchè il prete del paese era croato ed anche le funzioni in chiesa erano in quella lingua.

Maestre italiane durante il corso agricolo a Parenzo (1939)Alla fine del mio primo anno di Zadca, assime ad altre 19 insegnanti (sempre dell'ONAIR) venni scelta per fare un corso particolare all'Istituto Agrario di Parenzo. Con questo corso volevano preparare noi insegnanti rurali a far conscere nelle scuole le principali nozioni (anche moderne) di agricoltura, di cura della casa, ecc. Eravamo ospiti dell'Istituto e molte lezioni erano all'aperto. Ci insegnavano come fare gli innesti, le semine e cura degli orti, ecc. Nella campagna dell'Istituto c'era buonissima uva (che noi potevamo mangiare) e potemmo comperare anche alcuna bottiglia del loro famoso "moscato rosa".

A scuola nelle ore di lavoro, si faceva un po' di tutto. Ai maschi piaceva costruire piccoli attrezzi di campagna. Le bambine, imparavano a fare i primi punti di cucito e ricamo. Prima di Natale, facevamo il presepio tutto a mano. Ricordo uno scolaro, Giuseppe Babich, era un vero piccolo artista che, con l'argilla, sapeva fare tutte le varie statuette del presepio.

Danilo Liubicich a 18 anni (1939)A Zadca sono rimasta per quattro anni e mi sono sempre trovata bene. La gente era buona e generosa con me, specialmente quando, scoppiata la guerra, molte cose mancavano, pure il pane era pochissimo.

Nel frattempo, mi sono innamorata di Danilo, mio vicino di casa. Però con la guerra, lui fu chiamato in servizio militare in marina e così ci si vedeva proprio raramente.

Intanto l'Italia aveva occupato la Dalmazia e Mussolini volle anche là scuole italiane. Siccome c'era un premio speciale per insegnare in queste zone di guerra, io che avevo bisogno di aiutare la famiglia, feci domanda di andarvi e fui subito accettata. Mi mandarono nell'isoletta di Premuda. Avevo 5 classi con 50 scolari. Io ero la sola donna italiana nell'isola, però c'erano militari e carabinieri. Mi ambientai subito, perchè trovai gente buonissima. La scuola era bella, isolata e sopra c'era un appartamento grande e comodo per l'insegnante. Gli alunni erano veramente bravi ed intelligenti. Hanno imparato presto a parlare bene e mi erano tanto affezionati. Però, dopo pochi mesi, verso la fine di marzo, causa l'andamento della guerra non più a nostro favore, per noi maestre diveniva sempre più pericoloso restare. Così venne l'ordine di chiudere la scuola e di portare a Zara all'ispettorato tutto quello che era italiano. Lasciai quell'isola con grande dispiacere, piangendo.

Così è finita la mia attività nelle terre dell'Istria e Dalmazia. Purtroppo perdemmo tutto ed ancora oggi, dopo tanti anni rimane un rimpianto ed una tristezza che non passa più.

Angela Veronesi Liubicich
June 20, 2002

Vedi anche l'intero Family Album.


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This page compliments of Angela Veronesi-Liubicich and Daniela Liubicich-Massa

Created: Sunday, July 07, 2002. Last updated: Tuesday, March 11, 2008
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