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Le donne triestine (Tratto da un articolo che il poeta Umberto Saba scrisse per il settimanale "Grazia" nel lontano 1946) Tutti quelli che si recavano per la prima volta a Trieste rimanevano sorpresi dalla singolare bellezza delle sue donne Di belle donne se ne possono vedere dovunque, ma la bellezza della donna triestina aveva un'impronta particolare, che poteva perfino sembrare - e, si capisce, non era - misteriosa. Nasceva dall'incrocio delle razze e dalle caratteristiche della terra della quale esse erano uno dei fruiti. Una bellezza fatta di mare e di monti rocciosi, il primo si rifletteva quasi sempre nel colore degli occhi, i secondi si ritrovavano nella struttura del corpo, che univa, alla delicatezza delle linee femminili, qualcosa di pił scabro e di pił resistente. Aggiungeremo subito che poche donne al mondo sapevano vestire meglio delle donne trie- stine. La loro eleganza era famosa. Non era un'eleganza "costosa", un'eleganza da grande sartoria: ma, nella maggior parte dei casi, nata solo dal buon gusto innato e dall'appassionato desiderio di piacere, a se stesse forse prima ancora che agli altri. Le signore potevano assomigliare, pił o meno, alle signore di tutti i paesi: ma la ragazza del popolo, la "sartina", che si confezionava da sola, nelle ore di libertą, i suoi vestiti, superava pił di una volta in eleganza le sue pił fortunate rivali Altre due qualitą differenziavano le donne triestine: queste erano il loro "romanticismo" da una parte, e dall'altra la loro "emancipazione". Anche queste due qualitą sorprendevano chi, venendo da un altro clima, le avvicinava per la prima volta. E nascevano esse pure da quel miscuglio di civiltą e di razze, come dal suolo dal quale erano portate. Estratto da:
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This page compliments of Roberto Braini Created: Wednesday, June
19,
2002; Last Updated:
Tuesday, October 02, 2007
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