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4 ottobre 2007

UN FRANCOBOLLO DEDICATO ALLA CITTÀ SARÀ EMESSO IL 30 OTTOBRE PROSSIMO

Poste Italiane celebrano Fiume terra orietale che fu italiana

ROMA – Non è ancora uscito è già rischia di sollevare polemiche il francobollo dedicato a Fiume di cui Poste Italiane – continuando un filone varato quattro anni fa per riconoscere il ruolo storico e la presenza della comunità italiana sulla sponda orientale dell’Adriatico – hanno annunciato l’emissione il prossimo 30 ottobre. Del valore di 65 centesimi di euro, il francobollo contiene una raffigurazione dell’ex Palazzo del Governo di Fiume, attuale sede del Museo marittimo e storico del Litorale croato, la scritta Italia, il valore e la leggenda “Fiume – terra orientale già italiana”.

E qualcuno s’è già affrettato a definire poco “diplomatico” il testo e la vignetta del francobollo. “Un testo forte, forse troppo. E questo senza voler entrare nel merito storico e politico della vicenda che sottintende. Va da sé, però, che quel ‘Fiume – Terra orientale già italiana’, subito evidente sulla carta valore, richiama alla memoria pagine tristi italiane, croate e, più in generale, europee” come affermano da “Vaccari News” (la Vaccari Filatelia è un'azienda specializzata in filatelia italiana e di tutto il mondo), che ha diffuso la notizia dell’uscita del francobollo. Opinabile, sempre secondo quest’ultima, anche l’immagine del Palazzo del Governatore, fondamentalmente perché riconducibile all’epopea dannunziana, ossia alla fine di quest’ultima. Insomma, trattasi dell’edificio che dopo il Trattato di Rapallo (12 novembre 1920) e l’accordo con la Jugoslavia, l’Italia si trovò a dover cannoneggiare per far “sloggiare” il poeta-soldato che vi si era rifugiato al suo interno rifiutando di riconoscere lo status di “città stato” indipendente concordato per Fiume.

Ma parlando di Fiume, al di là delle oggi improponibili ideologie e delle esecrabili tragedie che il popolo fiumano subì (compreso il famoso “Natale di sangue”, come il Vate definì la battaglia tra il Regno sabaudo e i legionari dannunziani che durò cinque giorni, registrando morti e feriti, nel 1920), occorre tenere presente che sono poche le città che possono rievocare una storia così burrascosa come quella di Fiume e sono ancor meno le città-stato che, come Fiume per l’appunto, hanno avuto l’opportunità di emettere francobolli propri. Ciò avvenne proprio nel periodo che va dal 1918 al 1924, quando il capoluogo quarnerino ebbe sia la propria moneta sia i propri francobolli (carte valori specifiche a tutti gli effetti, tanto da figurare in tutti i cataloghi filatelici del mondo come una serie a sé stante). Ebbene, il Palazzo del Governo costituisce po’ il “luogo della memoria” di tali vicissitudini. E, indirettamente, anche un riferimento per il mondo della filatelia. Inoltre, Poste Italiane hanno dimostrato in questo caso una sorta di (forse solo casuale, ma in ogni caso fortuito) “tempismo”. Il palazzo in questione, uno dei monumenti-simbolo della città, sta per “rinascere” grazie a un’accurata opera di restauro.

Ricorderemo che Fiume appartenne come “corpo separato” alla Corona di Santo Stefano (nell’ambito della monarchia Asburgica) fino alla fine della prima guerra mondiale e dell’Ungheria usò i francobolli (in precedenza era stata inclusa nel traffico postale austriaco). Dissolta, dopo la Grande Guerra, la Duplice monarchia un plebiscito popolare sancì l’annessione all’Italia. Ma nell'attesa di definire il destino della città (era rivendicata dal nuovo Regno dei Serbi Croati e Sloveni, passò in regime di occupazione militare e apparvero i primi francobolli (ungheresi) soprastampati “Fiume”. Governata da un proprio Consiglio Nazionale, dal 17 novembre 1918 ebbe la possibilità e la facoltà di emettere carte valori e francobolli propri con la sola limitazione a non riprodurre simboli politici. Il primo francobollo del genere vide la luce il 2 dicembre del 1918. Dal 28 luglio 1919 la parola “Fiume”fu sostituita dal marchio “Poste di Fiume”. Il 12 settembre 1919 Fiume fu occupata da Gabriele D'Annunzio e dai suoi legionari. “Nel periodo dannunziano – ricorda Bruno Crevato-Selvaggi attraverso ‘Il Regno d'Italia nella posta e nella filatelia’ – furono prodotti diversi francobolli, sia sovrastampando i precedenti sia preparandone alcuni di nuova concezione, realizzati con gusto artistico ed intenti celebrativi e propagandistici, con esiti di grande efficacia espressiva e d’indubbia innovazione grafica”. Sancito lo Stato Libero di Fiume, quest’ultimo forgerà propri francobolli, valori che continueranno a esistere fino all’annessione al Regno d’Italia, nel 1924.

Una ricca tradizione filatelica, dunque, da celebrare in ogni caso. Anche e forse soprattutto per conservare e valorizzare la memoria – al di là dell’iconografia che contraddistingue il Giorno del Ricordo – della presenza italiana in queste terre. Una presenza che non è ricollegabile (solo) a un passato che vide Fiume propaggine dell’Italia – ossia “terra orientale” –, ma che è stata sempre presente nel corso dei secoli e che continua a rimanere sempre viva e pulsante.
 

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