Petizione al Parlamento Europeo
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PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

 

Io sottoscritto.....................................................................................................................

di professione....................................... ........................

di cittadinanza........................................................

domiciliato a ........................................................... in via ............................................................... CAP .................

 

SOTTOPONGO AI PARLAMENTARI EUROPEI

la seguente petizione:

Concernente la Restituzione oppure una equa Rimunerazione delle Proprietà illegalmente ed illecitamente espropriate oppure confiscate dai Governi Totalitari dei Paesi ex Nazisti ed ex Comunisti oppure incamerate nel proprio patrimonio da certe Istituzioni Finanziarie Interne ed Estere.

(a) Premesso, che ogni Parlamentare Europeo viene eletto democraticamente e liberamente nel proprio Paese di appartenenza;
che ogni Stato con rappresentanza parlamentare nel Parlamento Europeo è parte integrante della Comunità Europea;
che tutti i Paesi facenti parte della Comunità hanno fatto solennemente propri tutti i Fondamentali Principi sui Diritti Umani espressi nelle molteplici dichiarazioni;

(b) premesso, che ogni parlamentare abbia fatti propri tutti i Fondamentali Principi sui Diritti Umani sottofirmati dal loro Paese di appartenenza;

(c) premesso, che i regimi totalitari, incluse le dittature Naziste, e Comuniste, hanno causato incommensurabili sofferenze umane e danni, degradando non solamente ogni concepibile diritto umano, ma lo stesso spirito umano ;

(d) premesso che la malvagità del comunismo si è dedicata, in modo particolare, alla sistematica organizzazione per la distruzione del diritto di proprietà e con ciò della proprietà privata stessa, incluse le proprietà concrete, personali e commerciali, e le proprietà finanziarie, sia individuali sia appartenenti a Comunità, assorbendo ogni pur minima attività industriale sia individuale sia societaria, abrogando di fatto e di diritto ogni attività pubblica sia politica, che religiosa, arrivando fino al divieto di esercitare le libere professioni;

(e) premesso, che le illecite ed illegali confische delle proprietà private, senza equa rimunerazione, da parte dei regimi totalitari Nazisti e Comunisti, sono state spesso progettate specificamente per sacrificare le persone a causa della loro religione, della loro nazionalità, della loro origine sociale, oppure sono state soppresse per essersi opposte ai regimi;

(f) premesso, che la Nomenclatura Nazista e Comunista ha spesso ottenuto sia il possesso sia la proprietà dei beni confiscati alle vittime di quei sistemi che essi hanno sempre attivamente sostenuto;

(g) premesso, che alcune persone ed alcune Comunità sono state spesso doppiamente sacrificate ed hanno doppiamente sofferto la confisca delle loro proprietà senza rimunerazione, prima da parte dei Nazisti e dai loro collaboratori, e poi dai successivi regimi Comunisti;

(h) premesso, che chiese, sinagoghe, moschee, e altre proprietà religiose, oppure altre proprietà come ospedali, scuole ed orfanotrofi posseduti da comunità religiose, sono state distrutte o confiscate come un mezzo di persuasione per spezzare la devozione spirituale e la fedeltà religiosa dei credenti, fino allo smantellamento di intere comunità religiose;

(i) premesso, che Nazisti e Comunisti hanno usato Istituzioni Finanziarie Estere per riciclare ed acquisire ingiustamente le proprietà illegalmente confiscate alle loro vittime oppure convertite per il loro proprio uso personale;

(j) premesso, che alcune Istituzioni Finanziarie Interne ed Estere hanno violato il mandato fiduciario dei loro clienti convertendo al loro proprio uso finanziario patrimoni appartenenti alle vittime dell'Olocausto mentre hanno sempre negato agli eredi l'accesso a questi patrimoni;

(k) premesso, che ai rifugiati dal comunismo, venne, in aggiunta all'esodo, anche la confisca illegale della loro proprietà privata, e che spesso furono costretti con la forza, dai Comunisti che governavano i loro Paesi, alla rinuncia della loro cittadinanza e di ogni ulteriore diritto per proteggere sia se medesimi sia le loro famiglie da pesanti rappresaglie;

(l) premesso, che gli Stati che fanno parte dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa hanno convenuto di dare pieno riconoscimento e protezione a tutti i tipi di proprietà, includendovi la proprietà privata, ed il diritto di questa, di richiedere, equa, ed effettiva rimunerazione nel caso in cui la proprietà privata venga acquisita per pubblica utilità;

(m) premesso, che i Paesi dell'Europa Centrale ed Orientale, come pure del Caucaso, e dell'Asia Centrale, hanno stabilito di concedersi un periodo post-Comunista come periodo di transizione e di sviluppo democratico, e come molti altri Paesi hanno iniziato, senza aver ottenuto risultati degni di considerazione, il difficoltoso e lacerante processo tendente a riportare nell'ambito del diritto le illegalità ed i passati illeciti dei precedenti regimi totalitari;

(n) premesso, che in molti Paesi dell'Europa Centrale ed Orientale sono state emanate leggi fornendo con queste gli strumenti, per la restituzione oppure rimunerazione "virtuale" di quelle proprietà che furono illegalmente oppure ingiustamente prese, nazionalizzate, confiscate, o altrimenti espropriate dai regimi totalitari, restituzione o rimunerazione virtuale in quanto queste leggi sia quella croata che quelle degli altri Paesi estese in fotocopia sono zeppe di restrizioni e di condizioni, accortamente studiate, in modo tale che o per una ragione oppure per un'altra, nessuno ha diritto a nulla e tutto rimane come i governi totalitari espropriatori hanno voluto;

(o) premesso, che le norme restrittive che sono state introdotte da molti Paesi dell'Europa Centrale ed Orientale nelle leggi, che hanno emanato come strumenti necessari per regolamentare la restituzione o la equa rimunerazione ai legittimi proprietari le cui proprietà sono state illegalmente ed ingiustamente nazionalizzate o confiscate o altrimenti espropriate dai regimi totalitari Nazisti e Comunisti, come quella di risiedere in, o di avere la cittadinanza del Paese dal quale essi ora cercano di ottenere la restituzione o la equa rimunerazione dei beni confiscati, e tutte le altre restrizioni accortamente studiate per confermare lo "status quo" sono arbitrarie e discriminatorie e sono tutte in violazione dei fondamentali diritti umani e delle leggi internazionali;

(p) premesso, e lo si ripete, che tutte le restrizioni legali o amministrative che vengono richieste e reclamate come quella di risiedere in, o di avere la cittadinanza del Paese dal quale si cerca di ottenere la restituzione, o la equa rimunerazione per le proprietà illegalmente ed ingiustamente nazionalizzate oppure confiscate o per altre vie espropriate senza equa rimunerazione, sono arbitrarie, discriminatorie, ed in violazione dei fondamentali diritti umani e delle leggi internazionali;

(q) premesso, che i regolamenti legislativi e le norme democratiche richiedono che l'attività dei governi e delle loro rappresentanze amministrative vengano esercitate in conformità con le leggi emanate dai loro Parlamenti o dalle loro Legislature, e che tali leggi, ed i legislatori stessi, debbano essere coerenti con gli standard internazionali dei diritti umani;

(r) premesso, che in seno alla Comunità Europea vi sono attualmente due Paesi (Germania ed Italia) ai quali alla fine del secondo conflitto mondiale furono sottratti definitivamente territori a beneficio di Paesi governati da regimi totalitari;
che la ex DDR, divisione fortunatamente provvisoria, della Germania, che ebbe una gestione comunista come ebbe una gestione comunista jugoslava anche il territorio della ex Zona B del Territorio Libero di Trieste, giuridicamente italiano, al quale l'Italia catto-comunista, quella nata dalla Resistenza, ha vigliaccamente e senza motivo rinunciato alla sovranità;
che i cittadini sia tedeschi sia italiani di quei territori hanno (oltre all'oltraggio di essere stati ripudiati dalla propria Patria, come gli italiani), sofferto il mancato rispetto di tutti gli altri fondamentali diritti umani compreso la confisca delle loro proprietà;

(s) premesso che Germania ed Italia sono i due Paesi nei quali, (a causa degli eventi bellici, e della loro aperta accoglienza dei rifugiati dai Paesi comunisti cui hanno concesso se richiesta la cittadinanza), è presente il numero maggiore di cittadini ai quali sono state confiscate le proprietà; e che né Germania né Italia hanno provveduto a mettere a disposizione di questi loro cittadini gli strumenti legali idonei per rivendicare il loro diritto sulle proprietà illegalmente confiscate anche quando queste proprietà, ed è il caso della Germania, dopo la riunificazione, si trovano all'interno dei propri confini, ed ai legittimi proprietari vengono opposte insormontabili difficoltà giuridiche, onestamente non giustificabili, atte ad impedire loro il sacrosanto diritto umano di riavere il possesso e la proprietà dei loro beni che furono loro illecitamente confiscati senza equa rimunerazione da parte di governi mai legittimati;

(t) premesso che, sull'argomento delle proprietà confiscate illegalmente da governi totalitari, l'Italia (e forse anche la Germania) ha emanato leggi mai compiutamente applicate, stipulato accordi bilaterali mai rispettati, reinterpretato stravolgendoli interi capitoli di molteplici trattati quello di pace compreso.
Ha volutamente e caparbiamente ignorato, calpestato e disatteso tutte le dichiarazioni sui fondamentali diritti umani, dichiarazioni che in altre occasioni ha pomposamente sottoscritte, sbandierate e fatte proprie;

(v) premesso che, in tutti gli altri Paesi membri della Comunità Europea ci sono dei cittadini ai quali sono state illegalmente sottratte proprietà, ancora esistenti, nei territori governati da regimi totalitari e che in questi Paesi mancano o sono non praticabili, strumenti legali efficaci per rivendicarne la proprietà ed il possesso;

(w) premesso che, Germania, Italia (e forse Austria), manifestano una eccessiva frenesia nel chiedere l'allargamento dell'Unione Europea agli Stati già membri del Patto di Varsavia che ora hanno forse troppa fretta nel definirsi democratici ma che come ex comunisti sarebbe già eccessivo definirli neo-comunisti, in quanto sia le attuali classi dirigenti, che le leggi vigenti in quei Paesi sono rispettivamente gli stessi e le stesse che governavano ed erano in vigore prima della riverniciatura di facciata;

(x) premesso che, i Paesi su indicati così disponibili verso l'allargamento della CEE, essendo fortemente debitori nel rispetto dei diritti umani, queste loro premure potrebbero essere giustificate dai vecchi assiomi "mal comune mezzo gaudio" e dalla sensazione di trovarsi un po' troppo soli con "l'unione fa la forza";

(y) premesso, che i Paesi neo-comunisti, sono stati governati per molti decenni da coloro che sono stati anche gli scrupolosi indottrinatori degli odierni governanti, questi sono costretti ad utilizzare le stesse leggi e gli stessi regolamenti, predisposti dal regime comunista, in quanto incapaci a causa della loro cultura, a governare una comunità con gli strumenti legislativi di una democrazia liberale;
che il regime ha costantemente avversato ogni iniziativa privata costringendo all'esodo quanti della classe imprenditoriale non erano riusciti ad eliminare fisicamente, depauperando il Paese della sua vera ricchezza (l'imprenditorialità privata), a totale beneficio di incapaci burocrati, non inclini al rischio, ancora oggi membri della nomenclatura imperante;
che, sono necessarie diverse generazioni di popolazione integra di tutte le sue componenti per distillare da esse dirigenti capaci ed imprenditori esperti. Mentre, per ottenere lo stesso risultato da una popolazione castrata, per decenni, dei suoi elementi migliori, sempre che ciò possa riuscire, saranno necessari tempi molto ma molto più lunghi;
che, quanto la Comunità Europea è disposta a stanziare per dare, a fondo perduto, precaria assistenza a pseudo-democrazie liberali, venisse utilizzato per incentivare il ritorno in Patria dei rifugiati dopo aver loro restituito il possesso e l'uso di quelle proprietà che furono illegalmente confiscate e delle quali, sono stati sempre loro e solamente loro i legittimi proprietari, ottenendo così, con un forte risparmio di risorse e di tempo una chiara e trasparente privatizzazione in modo che, questo nocciolo indispensabile, agisca anche da catalizzatore per la nascita, lo sviluppo ed il rafforzamento di ideali genuinamente e saldamente democratico-liberali;

(z) premesso, che i governi di molti Paesi appartenenti ora alla Comunità Europea poco o nulla hanno fatto per rimediare alle illegalità perpetrate da governi dittatoriali che, durante questo secolo, per un periodo più o meno lungo sono stati alla guida di quei paesi e che, invece di ripristinare la giustizia nei diritti umani riguardanti il possesso e la proprietà dei beni, hanno agito, e stanno agendo per consolidare gli illeciti propri e giustificare quelli altrui;

(aa) premesso, che anche tutti i governi che oggi reggono Paesi in debito con i fondamentali diritti umani, e ve ne sono molti che sono membri dell'Unione Europea o altri che aspirano a diventarne, non faranno spontaneamente nulla di diverso dai governi che li hanno preceduti, se questi, non vengono costretti da una giustizia e da una magistratura "super partes" espressioni reali della Comunità Europea" che impediscano loro di risolvere con frettolose soluzioni di natura squisitamente politica, (sempre a spese del più debole, come in ogni arbitrato) contenziosi che coinvolgono fondamentali diritti umani;

(ab) premesso, che tutti i Paesi che sono stati governati da una dittatura oppure da governi fantoccio imposti dall'occupante o a guerra finita dal vincitore che occupava quei Paesi tutti, nessuno escluso, hanno degli scheletri nell'armadio, scheletri che vanno rimossi. Ne fa fede il caso emblematico della Germania che dopo la riunificazione ha sul proprio territorio sia le nefandezze e le illegalità del passato regime nazista quanto quelle del regime comunista imperante nella ex DDR. Si tratta del caso del principe di Sassonia, Eduard Principe von Anhalt, diretto discendente della dinastia tedesca che fondò la città di Berlino, il cui padre fu internato prima in quanto strenuo oppositore del nazismo, e successivamente dal regime comunista nella ex DDR, dove da internato si spense;

(ac) premesso, che la Germania comunista ha espropriato tutte le proprietà che il Casato possedeva nella ex DDR e distrutto anche tutte le Fondazioni create nei secoli dal Casato stesso. La Germania di oggi si rifiuta di porre fine alle illegalità che ha ereditato;

(ad) premesso che, deve essere particolarmente evidenziato il fatto che tutti i governi d'Italia e di Germania, pur avendone la possibilità nulla hanno fatto di concreto per ristabilire la legalità violata alla propria gente, anzi, per quanto concerne i beni che i cittadini italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia furono costretti ad abbandonare, a seguito della pulizia etnica, e che i governi jugoslavi confiscarono durante il regime comunista e che, i sedicenti governi degli stati sorti dalla disgregazione della ex Jugoslavia hanno voluto e vogliono, con il compiacimento e l'appoggio dei governi catto-comunisti italiani, consolidare e rendere legale, concordando, (come hanno fatto per mezzo secolo con i governi della disciolta ex Jugoslavia), arbitrarie soluzioni di carattere politico, quello che non è altro che una perseverante, prepotente, arrogante e volgare rapina fatta in dispregio di ogni fondamentale diritto umano;

(ae) premesso che, il non trovare un rimedio efficace per tali illegalità sarebbe già di per stesso un ulteriore grave oltraggio ai diritti umani;

(af) premesso che, il valutare poi coloro che si rifiutano di predisporre gli strumenti legislativi idonei per fare giustizia solo come degli inermi seguaci di una ideologia perversa, sarebbe errato e riduttivo;

(ag) premesso che, la pericolosità di un certo modo di agire e di pensare delle dittature rimane nelle deboli menti ideologizzate anche dopo la scomparsa delle dittature stesse;

(ah) premesso che, il negare la giustizia, infierire sulle vittime e trattare il debole e l'indifeso con la massima durezza e considerare ogni diversità ed ogni diverso come un potenziale nemico da eliminare è comune a tutti gli estremismi quello comunista compreso;

(ai) premesso che, l'ideologia comunista, instillata ed assimilata come una religione, ha marcato profondamente le menti e gli animi, e che chiunque abbia vissuto, anche da oppositore al regime ne è rimasto profondamente segnato e si può benissimo definire infetto;

(aj) premesso che, il modo di impostare un ragionamento, e quello di dare alle parole ed ai termini il vero significato laico, sono stati dalla ideologia comunista profondamente stravolti;

(ak) premesso che, il comunismo per il modo di mimetizzarsi, di servirsi e di farsi sostenere dagli utili idioti, di organizzarsi in cellule (mai disciolte), di stare sempre in agguato per occupare ogni briciola di potere possibile più a causa della stupidità e leggerezza altrui che per la propria forza, lo rende tanto più pericoloso quanto più dà l'impressione di essere mansueto riuscendo a manovrare solo a proprio vantaggio perfino l'indipendente magistratura;

(ag) premesso, che tutta la nomenclatura comunista, dopo quasi dieci anni dalla caduta del muro di Berlino è alla guida dei rispettivi Paesi ben nulla è stato fatto, tranne quello di rimandare di anno in anno, senza clamore, con la condiscendenza dell' asservito potere giudiziario che politicamente controlla, le riforme necessarie per trasformare le rispettive popolazioni in società democratiche liberali operanti in uno Stato di diritto;

(ad) premesso che, a questo punto, prima di consigliare possibili rimedi ai torti subiti è doveroso un attimo di tregua e di ripensamento. Di ricordarsi cioè di quante centinaia di migliaia di persone, in questo secolo ormai al tramonto, sono state soppresse, quante furono costrette all'esilio e quante, private di tutti i loro averi, a causa dell'età o della salute sono morte nella miseria, impossibilitate a ricostruirsi una vita dignitosa;

CHIEDO:

Che il Parlamento della Comunità Europea dopo aver riscontrato la veridicità e la consistenza di quanto premesso e di tutto quello che si è dichiarato legiferi per imporre quanto segue:

Articolo 1

In tutti i Paesi membri della Comunità Europea, tutte le leggi, tutti i regolamenti, tutti i trattati, tutti gli accordi ed ogni altro atto stipulato a qualsiasi livello, nessuno escluso, fatti di propria iniziativa oppure imposti, che abbiano, durante l'intero ventesimo secolo, violato direttamente o indirettamente i fondamentali diritti della proprietà privata sono considerati, per la parte che concerne questi diritti, nulli, vuoti, privi di ogni valore legale.

Articolo 2

Tutte le nazionalizzazioni, le confische, gli espropri e qualsiasi altro modo che venne escogitato, da chiunque, per appropriarsi di beni altrui sono considerate illegali.

Articolo 3

Tutte le leggi, tutti i regolamenti, tutti i trattati ed ogni altro atto stipulato a qualsiasi livello, nessuno escluso, fatti di propria iniziativa oppure imposti, che sono stati promulgati per regolamentare quanto causato e riportato negli articoli 1 e 2 e che non prevedono la materiale restituzione dei beni e delle proprietà illegalmente sottratte ai legittimi proprietari oppure prevedono soluzioni più restrittive rispetto a quelle in vigore prima della sottrazione, sono considerati nulli, vuoti, privi di ogni valore legale.
Fanno eccezione i beni e le proprietà espropriate destinate a pubblica utilità realizzata, la cui espropriazione è stata decisa con legge appropriata e la proprietà abbia ricevuto equa ed immediata rimunerazione del bene al prezzo di mercato.
Tutti gli altri beni ancora in essere devono essere restituiti ai legittimi proprietari riportati nelle condizioni in cui erano al momento della sottrazione.
Per tutti i beni usurabili sottratti, l'equa ed immediata rimunerazione al prezzo di mercato riportato finanziariamente al momento in cui avviene il pagamento.
Per le proprietà immobili reali o immobili per destinazione di legge il rimborso del mancato reddito destinato al capitale per tutto il tempo gestito dai possessori non proprietari riportato finanziariamente al momento in cui avviene il pagamento.

Articolo 4

Hanno diritto alla restituzione dei beni e delle proprietà illegalmente confiscate coloro che erano riconosciuti come legittimi proprietari, secondo le leggi in vigore nel Paese di appartenenza, prima dell'esproprio oppure i loro legittimi eredi.

Articolo 5

Qualora gli aventi diritto alla restituzione della proprietà o all'equa rimunerazione fossero scomparsi oppure risultassero irreperibili il diritto passa alle Associazioni che provvederanno alla ridistribuzione dei beni tra gli affiliati.

Articolo 6

Questa legge ed i regolamenti ad essa applicati sono validi per tutti i cittadini della Comunità Europea e per tutti i cittadini di nazionalità diversa qualora fossero stati danneggiati nei diritti della proprietà come dagli articoli 1 e 2 e la loro legittima proprietà si trovi entro i confini della Comunità.

Articolo 7

Questa legge deve essere applicata in tutti i casi dove sussiste l'illecito:
Ricorrendo direttamente agli Organi Giudiziari della Comunità per quei cittadini comunitari che, nei Paesi di appartenenza, non esistono strumenti giudiziari idonei e rapidi per ottenere giustizia e per quei cittadini comunitari quando per un qualsiasi motivo e da chiunque fossero stati estromessi oppure impediti di operare in difesa dei propri diritti.

Articolo 8

La Comunità Europea istituisce una Commissione per il reperimento della documentazione disponibile relativa agli espropri illeciti e senza equa rimunerazione ed invita gli Stati Membri della Comunità a collaborare per facilitarne il compito.

Articolo 9

I regolamenti per l'applicazione della legge devono essere approntati e resi esecutivi entro sei mesi a partire dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Articolo 10

La Legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Ne consegue che vengano idoneamente utilizzate tutte le raccomandazioni espresse sia dal Senato sia dalla Camera dei Deputati degli Stati Uniti d'America rispettivamente con le risoluzioni 19 e 562 e che la Comunità Europea deve fare proprie se pretende, come sarebbe giusto, di non avere rivali nei Temi della Legalità e della Giustizia. E che:

Dia il benvenuto allo sforzo, che molti Paesi Post-Comunisti o con precedenti regimi totalitari di natura diversa, di procedere verso la complessa e difficile soluzione della attuale condizione delle proprietà illegalmente espropriate;

dia un segnale di urgenza a quei Paesi che non hanno ancora ottemperato a questo di restituire le proprietà illegalmente espropriate ai loro legittimi proprietari oppure, quando la reale restituzione non sia possibile in quanto trattasi di beni distrutti o usurabili, pagare sollecitamente, una onesta ed effettiva rimunerazione, in conformità con i principi di giustizia e in una maniera che sia equa, trasparente e giusta;

dia un forte richiamo per l'urgente restituzione delle proprietà appartenenti a tutte le Comunità Religiose, e alle Comunità Ebraiche come un mezzo riparatore dei problemi particolarmente imponenti e per aver agito in danno dei superstiti dell'Olocausto;

a qualsiasi altra Nazione le cui leggi prevedono restrizioni per coloro che chiedono la restituzione oppure l'equa rimunerazione per le proprietà illegalmente espropriate e rapinate dai regimi Nazisti o Comunisti come l'obbligo di risiedere in, o di avere la cittadinanza del Paese dal quale essi ora chiedono la restituzione o l'equa rimunerazione, di rimuovere tali restrizioni dalle loro leggi;

di richiamare la Croazia, la Repubblica Ceka, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia e qualsiasi altra Nazione le cui leggi o normative inerenti alle proprietà illegalmente espropriate, ne limitano la restituzione della reale proprietà o neghino l'equa rimunerazione per quelle distrutte, alle persone che non risiedono nel, o non sono cittadini del Paese dal quale ora cercano la restituzione oppure l'equa rimunerazione, di rimuovere tali restrizioni; e

richiami le Istituzioni Finanziarie in seno alla Comunità e quelle Estere e gli Stati aventi legale autorità sulla loro condizione, di possedere o di aver sul proprio territorio delle proprietà che per qualsiasi motivo sono state illecitamente ed illegalmente confiscate sia alle vittime dell'Olocausto, che alle vittime di tutte le altre ideologie totalitarie, tanto dagli Stati che costituivano il precedente Patto di Varsavia e che stabilivano che fosse proibito dalla legge Comunista ottenere la restituzione di tali proprietà, quanto dagli stati che furono retti oppure occupati da forze Naziste come la Germania, Fasciste, o Comuniste fuori dal Patto di Varsavia che hanno steso una coltre di silenzio sui fatti, di assistere, di cooperare pienamente e con tutti gli sforzi per il ripristino delle proprietà ai legittimi proprietari;

e riaffermi a tutti i Paesi precedentemente totalitari l'urgenza della effettiva promulgazione di strumenti legali efficaci che stabiliscano la restituzione reale delle proprietà, oppure l'equa rimunerazione per quelle distrutte cioè per tutte le proprietà illegalmente ed illecitamente espropriate;

che stabilisca definitivamente che sul territorio della Comunità Europea saranno, con l'apposita legge Comunitaria, risanati tutti gli illeciti sopra indicati qualora, sia gli Stati che ne fanno già parte che quelli sia aspirano ad essere accolti non abbiano, il più rapidamente possibile, provveduto per proprio conto ed ottenuto i medesimi risultati. E cioè, lo ripetiamo:

che tutti i beni comunque illegalmente espropriati siano restituiti integralmente ai loro legittimi proprietari;

che ogni legge, atto, provvedimento, regolamento, ecc. emanato da regimi totalitari che sia lesivo del Fondamentale Diritto Umano sul godimento della personale proprietà del bene posseduto, siano considerati nulli e vuoti, fin dalla loro entrata in vigore come non fossero mai avvenuti, ed in assenza di leggi migliori il diritto della proprietà e della successione venga gestito dalle leggi preesistenti all'esproprio. E come non fosse mai avvenuta ogni conseguenza causata da questi atti illeciti, ma solo dopo aver rimborsato alla legittima proprietà per intero e attualizzati i redditi spettanti al capitale per tutto il periodo dell'esproprio.

La incondizionata ed integrale restituzione dei beni non usurabili, riportati, dal punto di vista economico, nelle stesse condizioni di quando furono espropriati. Per i beni usurabili la giusta ed equa rimunerazione sia del valore attuale di mercato del bene usato come pure del reddito spettante al capitale per tutto il tempo in cui venne usato.

Sono parimenti nulli e privi di ogni valore, tutti i trattati, le convenzioni, le intese, i patti, i compromessi, le transazioni e gli accordi sia bilaterali sia multilaterali, che, escogitando volta per volta provvedimenti tampone, mai risolutivi cercavano di trovare soluzioni capestro sempre a danno del più debole, (messo sempre nella condizione di non poter difendere il proprio diritto ad avere una giustizia) per le illegalità patite.

In attesa di un tribunale internazionale per i diritti umani uguali per tutti è indispensabile preparare degli strumenti legislativi da utilizzare compiutamente fin da ora dalle magistrature della Comunità Europea.

Diritti umani sbandierati da tutti, ed in ogni occasione, ma che nell'ambito della UE non esistono gli strumenti legali ai quali ricorrere quando, come per gli esuli Giuliano Dalmati, è stata preclusa in Patria ogni possibilità di ricorso e di appello per le ingiustizie morali e materiali subite.

Soprusi che sono stati prepotentemente imposti, e per i quali continuano incolpevolmente a soffrirne, dagli iniqui accordi bilaterali tra Italia ed ex Jugoslavia. Accordi basati su una manifesta parzialità, giuridicamente illegali, riprovevoli ed ingiuriosi. Soluzioni di natura politica, un vero capestro, delle vere angherie consumate a danno degli esuli giuliano dalmati e che purtroppo sono state confermate recentemente da iniqui governi italiani, lasciati in eredità agli Stati che sono sorti della dissoluzione della ex Jugoslavia.

Si dia vita nella Comunità Europea ad uno strumento legislativo al quale, un singolo oppure una Comunità, possa ricorrere nei casi in cui, per un qualsiasi motivo fosse stato loro impedito, o non concesso, nel proprio Paese di appartenenza di iniziare oppure di portare a compimento, attraverso tutti i gradi della giustizia, una vertenza giuridica per torti subiti nell'ambito dei Fondamentali Diritti Umani (*).

Chiunque, e per un qualsiasi motivo, disconosce la necessità di predisporre strumenti legislativi comunitari per bonificare illeciti tuttora attuali all'interno della Comunità Europea non è migliore di coloro che istituirono le illegalità stesse.

firma del proponente

________________________________

 

__________________li,_____/____/1999

 

(*) Con Fondamentali Diritti Umani s'intende tutto l'esplicitato della DICHIARAZIONE UNIVERSALE dei DIRITTI UMANI, fatto proprio, dall'ASSEMBLEA GENERALE delle NAZIONI UNITE il 10/12/1948, e ribadito dal Documento Finale della Conferenza di Helsinki, dai Documenti CSCE, dalla Carta di Parigi, ecc.

La petizione deve essere indirizzata a:

SIG. A. GUILLEN ZANON
CAPO DIVISIONE "ATTIVITA’ DEI DEPUTATI"
DIREZIONE GENERALE DELLA PRESIDENZA
DIREZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE
DEI LAVORI PARLAMENTARI
C/O PARLAMENTO EUROPEO
L - 2929 LUSSEMBURGO


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This page compliments of Paolo Benoli and Hrvoje Latkovic

Created: Monday, July 5, 1999. Last Updated: Thursday, January 31, 2008
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