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San Niceforo Questo santo istriano, vescovo e patrono della città e diocesi di Pedena, viene riportato dal Kandler, dal Gams e dai nostri corografi, collocandolo nel 524 quale protovescovo di quella che, tra le cinque diocesi istriane, à stata la più povera ed esigua. Lungo i secoli, per motivi di prestigio sacro, la sua figura fu abbinata ad un altro san Niceforo, un orientale martire sotto Valeriano imperatore, ricordato dalla liturgia al 9 febbraio e a Pedena il 28 maggio; evidentemente estraneo all'Istria.
Bisogna convenire che il culto di S. Niceforo venne introdotto in epoca del dominio bizantino, allorché sorse la diocesi. Pedena, già castelliere preistorico, poi oppido romano, nell'altomedioevo, per la sua posizione strategica sull'Arsa e sul Quarnero, conservò a lungo una certa importanza. II Kandler opina che sia stata sede di un corepiscopo rurale dipendente da Pola. Comunque ne Niceforo ne Teodoro, suo successore nell'episcopato, sono storicamente accertati; invece appare con sufficiente sicurezza come primo vescovo di Pedena Marciano, presente al Sinodo di Grado nel 571-577. Inoltre va presa in considerazione l'ipotesi di qualche storico, secondo il quale all'epoca delle invasioni avaro-slave (secolo VII) un vescovo profugo da una sede perduta, si sia trasferito appunto a Pedena. Ma nessuna fonte ce lo conferma. Sulla facciata dignitosa del duomo (ex cattedrale) rifabbricato nei secoli XVII-XVIII le nicchie angolari contengono le statue dei due santi; l'uno in paludamento vascovile, l'altro da martire giovanile. Giuseppe II ottenne la soppressione della diocesi, e il suo territorio fu aggregato a quella di Trieste. L'ultimo vescovo della serie, peraltro parecchio lacunosa, è stato Aldrago Antonio de Piccardi, morto a Trieste nel 1789. San Niceforo non figura nel Martirologio romano. Bibliografia:
Ristampato da:
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This page compliments of Marisa Ciceran and Mario Demetlica Created: Thursday, May 207, 2004; Last
Updated: Monday, October 22, 2007
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