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Santi e Beati
Religione
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San Niceforo

Questo santo istriano, vescovo e patrono della città e diocesi di Pedena, viene riportato dal Kandler, dal Gams e dai nostri corografi, collocandolo nel 524 quale protovescovo di quella che, tra le cinque diocesi istriane, à stata la più povera ed esigua. Lungo i secoli, per motivi di prestigio sacro, la sua figura fu abbinata ad un altro san Niceforo, un orientale martire sotto Valeriano imperatore, ricordato dalla liturgia al 9 febbraio e a Pedena il 28 maggio; evidentemente estraneo all'Istria.

II santo vescovo invece veniva festeggiato, pure nel calendario tergestino, il 30 dicembre. La vita di lui è intessuta da leggende inverosimili, desunte in parte dalla vita di S. Geronzio di Cervia. II filone istriano-aquileiese narra che egli dovette recarsi ad Aquileia per scolparsi da infamanti accuse, e che durante il viaggio opero vari miracoli. Nel ritorno in sede, via mare, completamente prosciolto dalle calunnie, morì ad Umago, cittadina costiera, che ne conserva memorie e reliquie.  

Bisogna convenire che il culto di S. Niceforo venne introdotto in epoca del dominio bizantino, allorché sorse la diocesi. Pedena, già castelliere preistorico, poi oppido romano, nell'altomedioevo, per la sua posizione strategica sull'Arsa e sul Quarnero, conservò a lungo una certa importanza. II Kandler opina che sia stata sede di un corepiscopo rurale dipendente da Pola. Comunque ne Niceforo ne Teodoro, suo successore nell'episcopato, sono storicamente accertati; invece appare con sufficiente sicurezza come primo vescovo di Pedena Marciano, presente al Sinodo di Grado nel 571-577. Inoltre va presa in considerazione l'ipotesi di qualche storico, secondo il quale all'epoca delle invasioni avaro-slave (secolo VII) un vescovo profugo da una sede perduta, si sia trasferito appunto a Pedena. Ma nessuna fonte ce lo conferma.

Sulla facciata dignitosa del duomo (ex cattedrale) rifabbricato nei secoli XVII-XVIII le nicchie angolari contengono le statue dei due santi; l'uno in paludamento vascovile, l'altro da martire giovanile.

Giuseppe II ottenne la soppressione della diocesi, e il suo territorio fu aggregato a quella di Trieste. L'ultimo vescovo della serie, peraltro parecchio lacunosa, è stato Aldrago Antonio de Piccardi, morto a Trieste nel 1789. San Niceforo non figura nel Martirologio romano.

Bibliografia:

  • F. UNGHELLI, Italia sacra, V. Pedena;
  • P. KANDLER, Le cose storiche del Litorale, Trieste, 1855; ID., Per I'ingresso del vescovo B. Legal, Trieste, 1847 (Vicende della S. Chiesa Petenate pp. 105-125);
  • F. LANZONI, Le diocesi d'ltalia, Faenza, 1927;
  • P. STANCOVICH, Biografie degli uomini distinti dell'Istria, Capodistria, 1888; P.B. GAMS, Series episcoporum Ecclesiae CathoL, Ratisbona, 1873, p. 801; Prospetto delle diocesi di Trieste e Capodistria, 1940;
  • C. DE FRANCESCHI, Storia documentata della Contea di Pisino, in AMSI, 1964, pp. 303-306;
  • L. PARENTIN, Pedena, in «Voce Giuliana»; 1 e 16 maggio 1988;  
  • E. PREDONZANI, in «Pagine Istriane», 1958, pp. 36-40;
  • A. BENEDETTI, Umago d'Istria nei secoli, due voll., Trieste, 1973. (A pp. 81-87 del primo, citando l'Ughelli, riporta la credenza che S.N. morì a Umago e che le sue reliquie siano nell'altare della Madonna in duomo, donde l'avambraccio fuconsegnato a Pedena; ai lati dell'altare maggiore sono le statue, pregevole opera di A. Bosa, dei SS. protettori Pellegrino e Niceforo, pp. 15 e 50 del 2° vol.); 
  • STEFANO ROTA, La leggenda di S. Niceforo in versi, a cura di A. Benedetti, Pordenone, 1969. Per le leggende vedi: / santi dell'Istria, AMSI, 1900 e «Pagine Istriane», 1958, pp. 26- 40.

Ristampato da:

  • Luigi Parentin, Il Cristianesimo in Istria, [publisher] [city, date], pp. 56- .


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Created: Thursday, May 207, 2004; Last Updated: Monday, October 22, 2007
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