Aquileia - Oglej
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Tesoro della Chiesa Aquilejese.

[Tratto da L'Istria, Anno III, No. 4-5, Sabato 22 Gennaro 1848, p. 13-15].]

Per onorare l'ingresso di monsignor Zaccaria Bricito nella sua chiesa arcivescovile di Udine, quella municipalità faceva dare alle stampe il Tesoro Aquilejese, la distinta cioè di quei diplomi che costituivano i titoli dei vasti possessi della chiesa patriarcale di Aquileja, e che costituiscono anche atti amministrativi del governo patriarcale. Questo tesoro era stato compilato da Odorico de Susanni notaro del patriarca Marquardo in sul cadere del secolo XIV, era stato veduto nel secolo decorso, ed anche pubblicato (non completamente) ed il nostro Carli l'aveva anche inserito fra i documenti delle sue antichità italiche; erasi pianto come perduto; mentre esisteva ignorato e dimenticato nell'Archivio Capitolare di Udine. In sì solenne occasione il Tesoro vide la luce, e ne ebbe la cura il professore Bianchi; fu edito completamente, anzi aggiunto un Sunto prezioso dei diritti dei patriarchi dello stesso nodaro intitolato Lucifer, e di ambedue fu fatto copioso indice, geografico e di persone. Il volume è di 480 pagine, di bella edizione del Trombetti-Murero tipografi arcivescovili.

Questo documento è prezioso assai per la storia così del Patriarcato, come dell'Istria. Sarebbe stato desiderabile che il dotto professore vi avesse aggiunto indicazioni critiche, dacchè qualcuno dei documenti registrati non sembra sincero, ed importa moltissimo a quelli che vi ricorreranno, il vedersi indicate le fonti genuine; ma conosciamo per esperienza che per le pubblicazioni in occasioni siffatte manca il tempo e l'agio di attendervi, e di fare lavoro completo.

Noi ci rallegriamo grandemente che alle espressioni di esultanze in ritmo siasi unito una dimostrazione tale che mentre assicura la perenne memoria del fausto avvenimento, ha fornito alla storia materiale preziosissimo e desiderato ed onora l'inclito Municipio che ne ha voluto la pubblicazione.

Or ecco come pel Tesoro Aquilejese la geografia dell'Istria nel medio tempo, e la forma di governo, e mille altre cose vengono in bella luce.

Fra i diplomi citati nel tesoro vi è quello con cui il Marchese d'Istria Vodalrico faceva donazione alla chiesa di Aquileja nel 1100; questo diploma venne pubblicato dal Hormajer e potemmo da questo vedere come i Patriarchi si aprissero la via al principato nell' Istria, e questo modo crediamo identico con quello adoperato nel Friuli, e ne diremo qualcosa.

Il Marchese Vodalrico donava nel 1100 alla chiesa di Aquileja la libera proprietà, non il dominio principesco, e per atto di civile transazione non per feudo, le seguenti castella e ville :

  • Pinguente
  • Colmo
  • Bagnol (Bogliuno)
  • Vrane (Vragna)
  • Letai (presso Bellai)
  • S. Martino (detto)
  • Iosilach (Cosgliano)
  • Corte Alba (verso l'Albonese)
  • Castel Venere
  • Villam Cuculi
  • Villam imiliani (villa di Momiano non il castello)
  • Villam Cisterna (Sterna)
  • Villa petrae albae (Pietra del diavolo)
  • Villam druine (Sdregna)
  • Villa Maticeniga (Marcenigla presso Grisignana)
  • Villam Cavedel
  • Castrum Uwege, (il castello che in altri diplomi ha il nome di Vegla verso Cittanova) Castrum Brisintina (Grisignana) Villam Castan (Castagna)
  • Castrum Castilione (Coronica nel Comune di Umago) Villam S. Petri cum Monasterio S. Petri et S. Michaelis (S. Pietro di Montrin sotto Buje).

Intorno gli stessi tempi venivano donati ai Patriarchi il castello di Portole, e la metà del castello di Rovigno.

Ma queste possessioni non altro importavano che il diritto di esigere la decima, il possesso di qualche terra dominicale, e quei diritti di amministrazione pubblica che Carlo Magno aveva accordato alle chiese sulle loro terre, e che Ottone confermava nel 974 cioè il diritto di giudicare i servi, e gli abitanti sulle terre della chiesa, e l'esenzione del diritto di fodero, di colletta ecc. I liberi erano soggetti all'autorità ordinaria dei magistrati. Siffatte concessioni erano state fatte alla chiesa metropolitana Gradense ed ai vescovi, ma alla chiesa di Grado era già subentrata nel 1100 la chiesa Aquilejense nei diritti metropolitici e come sembra anche nei diritti di proprietà civile, ed anche nei diritti che vorremmo dire di primo vescovato. Imperciocchè è fuor di dubbio che la chiesa Aquilejese fu l'unica episcopale in Istria per più secoli, e sembra dedursi da antico diploma che nella fondazione dei novelli episcopati, l'antico si riservasse qualche segno dell' antica giurisdizione, siccome vediamo avvenire tutto giorno nello smembramento di parocchie. Certo è che in Pola il patriarca disponeva per tre giorni del palazzo vescovile, in occasione divenuta in quella città.

Questi possedimenti vennero conservati dalla chiesa aquilejese, meno Rovigno che fu donato alla chiesa parentina; ed il Monastero di S. Pietro di Montrin donato ad un monastero di Venezia; per questi possedimenti i patriarchi erano i primi baroni dell'Istria, quantunque non avessero il mero e misto impero.

Nel 1200 per la fellonia di Enrico marchese d'Istria della casa di Merania, l'Istria passò ai patriarchi, non senza contradizioni che poi furono appianate. Il marchesato abbracciava tutta la provincia, compreso Trieste, compresi i possessi della casa di Gorizia in Istria, sebbene questi due esercitassero il potere contesco, il mero e misto impero, per cui la dipendenza era nominale più che altro, appena percettibile pei Conti di Gorizia per l'investitura feudale che ottenevano mediante dodici vessilli. E Gorizia e Trieste coniarono monete come il patriarca.

Dal Tesoro Aquilejese vediamo con tutta precisione quali fossero i territori sui quali il marchese oltre i diritti di governo esercitava diritti di proprietà baronale, e con quali distinzioni; ma non è di ciò che oggidì intendiamo parlare, essendo nostra mira di toccare dell'antica geografia. Mancano alcuni territori baronali, ma sono quelli dei quali era stato disposto per investite e duravano nella giurisdizione del Conte d'Istria, dei vescovi istriani, del vescovo di Frisinga o dei municipi veri; ma anche per questi puossi facilmente supplire in gran parte con altri documenti scritti. Diremo prima delle città, poi dei castelli, poi delle ville che propriamente erano di ragione patriarcale, e riporteremo i nomi in latino come si lessero nelle carte antiche del 1200 e del 1300, ed anche in carte più antiche. Se i diplomi citati dal Tesoro esistessero, se ne avrebbe ben maggiore dovizia.

Vescovati e città.

  • Tergeste
  • Justinopolis
  • Parentium
  • Emona
  • Petena
  • Pola

Castelli.

  • Mugla
  • Piranum
  • Rivinum
  • C. Salis (Salese nel distretto di Capodistria)
  • C. Sancti Syrici (Socerga)
  • C. Nigrignani (Monte Formento presso Visinada)
  • C. Veneris
  • C. Codenech (Gutteneg)
  • C. Vallis
  • C. Portulae
  • C. Coseglach (Cosgliaco)
  • C. Farnee in Carsis
  • C. Mocho (presso Trieste)
  • Castrum fortissimum Petrae Pelosae
  • C. S. Georgii (S. Giorgio di Villanova)
  • Turris et Castrum Polae
  • C. Montona
  • C. Pinguent
  • C. Colmino
  • C. Roccium
  • C. Albona
  • C. Flanona
  • Duo Costra (presso Rozzo, come pare)
  • C. Bulleae
  • C. Grisignana
  • C. Mimilianum (Momiano)
  • C. Curtis Muglae?
  • C. S. Petri?
  • Burgos Lauri (Muggia odierna)
  • Cernograd (presso Rozzo)

Altri abitati e ville.

  • Moraus? (sul Carso di Trieste)
  • Cremnitz? (Hrenoviza)
  • Adignanum (Dignano) Insula
  • Villa Srengi, o Strengi (Sdregna)
  • S. Lanrentii (presso Pisino?)
  • S. Vitos de Flumine (Fiume)
  • Sisanum (Sissan di Pola)
  • Turciglanum (Tortian di Pola)
  • Sizolis (Sizziole di Pirano)
  • S. Odorlicus (di Pirano)
  • S. Petrus de Silva
  • S. Michael de Lemin (Leme)
  • Zucholis? (presso Pirano)
  • Ortenegla (Verteneglio?)
  • Castellonum (Coronica Comune di Umago)
  • Oscurus
  • Topolo (Topolovass) Stanisclau?
  • Sorbaria (Sorbar)
  • Cobertum (Cuberton)
  • Gradina
  • Trebeset (Trebesse)
  • Figarola
  • Rachitnicà (Rachitovich?)
  • Lupoglava
  • Villa de Salto? (presso Pinguente)
  • Bagnol (Bogliuno)
  • Colton (Cattun al Nord di Pisino)
  • Gerdosella
  • Grimalda
  • Chismeschiza (Omoschizze presso Grimalda)
  • Ieschimbich (Iessenovizza)
  • Bray (Bellai)
  • Latoy (Lottai)
  • Cobiliglof? (sul Carso di Pinguente)
  • Crusobiz (Hrusovizza)
  • Verboniz? (sul Carso di Pinguente)
  • Strephin? detto
  • Zemitz (Semich)
  • Nilinum?
  • Stinich?
  • Sicobreda?
  • Marvenech?
  • Nemus de Gaso (verso Castel Venere)
  • Lesechaberda (Lesezhe al Timavo super.)
  • Gradisca supra Rem (Gradisch sulla Reca)
  • Voltigrad (Voucigrad)
  • Suonich
  • Nabrisina
  • Crepelianum (Creple)
  • Sesan (Sesana)
  • Utoglach (Uttogliano)
  • Gabrovizza
  • Praprot
  • Polai.

Si vede da questi i luoghi che patriarchi avevano conservato le possessioni donate loro dal marchese d'Istria Volrico.

Aggiungiamo a questi i luoghi posseduti dalla chiesa di Freisingen.

  • Hospe (Ospo)
  • Razari (Rosariol al Risano)
  • Cubida (Covedo)
  • Lounca (Lonche)
  • Trusculo (Trusche)
  • Steina?
  • Sanct-Petre?

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Created: Monday, July 11, 2011; Last updated: Friday June 14, 2013
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