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DEI GOVERNATORI D'ISTRIA A NOME DEI MARCHESI PRINCIPI

I Patriarchi d'Aquileia.

[Tratto da L'Archeografo triestino, 1870-71, Nuova Serie, vol. II, Tipografia di Lodovico Herrmanstörfer (Trieste, 1870-1871, p. 252-254.]

La carica suprema del governo marchionale d'Istria al tempo del dominio dei patriarchi d' Aquileia, si fu quella del Ricario o del Marchese.

A giudizio del Carli il nome «Ricario» deriverebbe dal tedesco Richter che significa giudice. (1) E l'opinione non è certo priva di fondamento quando si consideri che in diploma del 1 giugno 1278 su giuramento prestato da Genesio Bernardi in qualità di governatore d'Istria, egli stesso è detto Ritharius e l'ufficio suo Ritharia. (2)

Questi governatori furono chiamati ora Ricarii ed ora Marchesi; col primo titolo sembra si volesse accennare alle sue attribuzioni di giudice provinciale, col secondo alle sue attribuzioni complessive. Occorre in qualche diploma anche il titolo di Marchese e Rettore. (3)

Opina il Carli che i primi governatori d'Istria portassero il nome di Ricarii e più tardi appena assumessero quelli di Marchesi.

«Raimondo Patriarca dice egli, credette bene di dare un nuovo titolo al Governatore supremo della Provincia, e fu quello di Marchese. Il primo, che con tal titolo si ritrovi nelle antiche carte è Mosca della Torre dell' anno 1297, intervenuto come testimonio nel decreto di Raimondo per la fabbrica della nuova Città, ch'egli disegnava di fare nel luogo detto Campo vicino a [246] Gemona.» (4)

Però egli stesso cita un documento del 1308, in cui si parla della Ricaria d'Istria. (5) Altrimenti il Nicoletti, secondo il quale già:

«(Volchero) statui ch'il Pressidente come prima fusse detto Marchese. Vicardo di Mimigliano huomo risguardeuole per chiarezza di alta e di fortuna; primo di tatti ebbe questo officio Prefettitio. — Era Ermano di Marucio Cavaliere, con titolo di secondo Marchese.» (6)

Notiamo che il Carli non ebbe conoscenza di questi marchesi e in generale dei governatori d'Istria anteriormente al 1257. (7)

La nomina a tal carica essendo suprema, apparteneva al marchesi principi, i patriarchi di Aquileia; solevano questi impartirla con apposito diploma, esprimendovi i doveri, fissandone la durata, modificandone a seconda delle circostanze pare la sfera delle attribuzioni. Alcune frasi occorrono però con qualche uniformità e sono quelle che annunciano gli obblighi del governatore in generale.

Ne scegliamo ad esempio la nomina di Giovanni da Stegberch a marchese d'Istria, nella quale è detto:

«Marchionatum nostrum Istriae cum omnibus Iuribus, Iurisdictionibus, et garitis debitis, et consuetis, dilecto fideli nostro Iohanni de Stegberch, de cuius fidelitate, et circumspecta industria nobis per longam experientiam nota, fiduciam specialem in domino obtinemus... tenore presentium duximus concedendum, Ipsum, vobis et terrae praedictae... praeficientes in Marchionem pariter et rectorem.» (8)

L'ufficio del Marchese governatore d'Istria durava di regola un anno, ed avea principio dal giorno di S. Michele.

[247] Nel Cod. MSS. intitolato Clarum me face detto:

«MCCCLXI die XX Septembris concessus fuit Marchionatus praedictus Domino Stephano Virgili de Civitate Austria... a festo proximo Sancti Micbaelis ad annum unum.» (9)

— Egual termine in diploma del patriarca Raimondo con cui nominava Genesio de Bernardi a Ricario d'Istria:

«D. Genesium de Ritharia Istriae ad unum annum proximum venturum... manu propria investivit.» (10)

Abbiamo però un esempio in cui il termine comincia col primo di Agosto:

«Marchionatum nostrum Istrie cum garicto, affictibus.....tibi (Bernardo de Burgo Pontis) harum tenore a die prima mensis Augusti prox. venturi usque ad unum annum tune immediate sequentem integrum et completum duximus.... committendum.» (11)

— Due altri in cui il termine comincia colla festa di S. Giorgio. Così nella nomina di Giovanni da Stegberch:

«A Festo Sancti Georgìi proxime venturo usque ad unum Annum completum, et integrum tenore presentium duximus conceden dum.» (12)
— Egualmente nella nomina di Stefano qm. Virgilio da Cividale. (13)

Alcune volte il patriarca concede un termine più lungo, così Lodovico della Torre a Guglielmo Bojani per anni due:

«disposuimus et decrevimus te in nostrum Marchionem Istrie preficere, et ut melius officium haiusmodi exercere valeas, redditus et proventus dicti Marchionatos voluimus per duos annos concedere tibi gratis.» (14)

Altre volte infine la durata dell' officio è riservata al beneplacito del patriarca. Prova ne sia la nomina del marchese Giovanni de Staim: «tenore presentium committimus, usque dumtaxat ad nostre beneplacitum voluntatis.» (15)

[248] Fatta la scelta del governatore il Patriarca soleva munirlo di un speciale diploma, annunciando nel medesimo ai popoli d'Istria il nuovo eletto:

«universis et singulis infra Marchionatum huinsmodi constitutis;»

ed ingiungendo a chiunque di prestargli la dovuta obbedienza:

«vobis nniversis et singulis districte precipiendo mandamus quatenus eidem Francischino Marchioni vestro, de cetero in hiis que ipso vobis duxiter (16) iniungendum, obediatis humiliter et efficaciter pareatis. Alioquin penas sive multas quas rite tulerit in rebelles ratas habebimus.» (17)

Quali si fossero le attribuzioni, gli obblighi ed i doveri del Marchese governatore d'Istria ci lasciò scritto il Nicoletti nella sua vita di Volchero ove a proposito di quella erica così riferisce:

«statui ch'il Pressidente come prima fusse detto Marchese, riscuotesse l' entrate del Marchesato, difendesse il paese dagl' assalti nemici, non potesse esser eletto dal medesimo Patriarca, se non fusse Nobile, onero d'Istria, onero del Friuli. Parue alteratone questa sola che la dignità era terminata dal corso di due anni con un successore. Ebbe un palazzo magnifico, et una giusta immagine di prencipe, primieramente in Giustinopoli detto Capo d'Istria; ma dopo alcuni anni perchè la repubblica Venetiana inuitata da' Popoli, e col mezzo de' patti espressi confirmata nel governo, recuperò le sue antiche ragioni in quella città, la corte fu trasferita in Albona.» (18)

Sorpassa il Nicoletti l'attribuzione principalissima del Marchese che fu quella di amministrare la giustizia, attribuzione [249] dalla quale l' officio sembra anzi aver tratto la sua prima origine. Se dall' un canto non vi ha dubbio che la suprema giurisdizione nell' Istria appartenesse al patriarca di Aquileia, non è men vero dall' altro che questi la esercitasse in tutta l'Istria mediante il suo Ricario e nelle singole città mediante i suoi Gastaldi:

«dominus Patriarcha ponit in infrascriptis terris Gastaldiones suos et etiam Ricarium in tota provincia Istrie, qui cognoscunt de omnibus causis et habent iurisdictionem plenariam in omnibus questìonibus.» (19)

II Ricario avea dunque giurisdizione su tutta l'Istria, però sembra gli fossero riservate soltanto le cause tra comuni e i crimini di maggiore entità.

La giurisdizione civile del Ricario o Marchese non era soltanto contenziosa. Nel 1264 Senisio da Padova Ricario conforma la permuta di una piazza in Capodistria tra il comune e i Frati minori Conventuali:

«ex commissione sibi facta a dicto Dom. Patr.» (20) Nell' anno 1325(?) Guglielmo da Cividale Marchese interviene in una confinazione tra Comuni. (21)

In quanto alla giurisdizione penale ci è noto il caso di Due Castelli in cui il patriarca Raimondo commetteva a Monfiorito da Pola Ricario d'informare su alcune uccisioni avvenute in quel luogo e d'inseguire coloro che in quelle terre si erano permesso delle ruberie. (22)

Incombeva oltreciò al Marchese governatore di provvedere all' esazione delle rendite, per le quali esso dovea per patti conchiusi pagare ai Patriarchi di Aquileia una somma avversuale.

[250] Nel 1278 Genesio Bernardi giurava di provvedere all' esazione dei tributi così obbligandosi: «iura et redditus D. Patriarche et Aquileiensis Ecclesie, ac collecta seu pagam toto suo posse colliget, exiget et requiret, et de ipsis iuribus, redditibus et collectis ipsi Patriarche vel suo Nuncio aut Procuratori reddet quoties requisitus fuerit plenariam et summariam rationem.» (23)

È più che giusto che il Patriarca, insistendo dall'un canto affinchè sieno conservati i diritti della chiesa d'Aquileia, pretenda dall' altro che il governatore non debba aggravare i sudditi del Marchesato contro le antiche consuetudini. (24)

I redditi della provincia erano conceduti in appalto al marchese, il quale ne pagava una data somma al patriarca in equivalente. Da quittanza del patriarca Ottobono del 1307 rileviamo che Pietro Pola teneva il marchesato per l'importo di lire 3500. (25) Giovanni de Stegenberch nel 1349 lo avea per l'importo di fiorini 300. (26) A Simone di Valvasone fu conceduto nel 1360 [editor's note] per lire 1000 veronesi. (27) A Stefano Virgilio da Cividale nel 1361 per lire 1000 veronesi egualmente. (28) A Bernardo di Borgo nel 1397 per 400 ducati, di cui 260 pagabili tosto, il rimanente entro due mesi. (29)

II marchese governatore ebbe certo sopra di se anche la difesa militare della provincia, come espressamente osserva il Nicoletti. Col diploma del 1397 il patriarca raccomanda a Bernardo di Borgo di custodire fedelmente il castello di Pietrapelosa.

Nel 1278 il patriarca Raimondo, deponendo il gastaldo di Due Castelli, ordina al suo Ricario di sostituirgli altra persona fedele e capace.

[251] Nel 1308 il patriarca Ottobono ordina al marchese Enselino (Anselmo) di Carisaco di eleggere nella città di Pola e suo territorio:

«omnes Iudices, qui habeant cognoscere de territoriis, et iudicio sanguinis, et duodecim Iudices, qui appellantur Iudices Regaliae.» (30)

Più volte il patriarca se ne serve del marchese per gli scopi dell' alta politica. Documento del 1356 ci apprende che il Savorgnano marchese d'Istria era stato ricercato di dare notizia del re d'Ungheria e delle sue genti:

«Rogamus eum quatenas de Novis qae habet vel haberet in posterum tam de Rege Hungherie quam de gentibus eius quod aliunde nobis notificet et informet nos vel nostros Rectores qui sibi melius videbuntur de hiis que sibi viderentur providenda et fienda pro honore nostro.» (31)

I marchesi governatori riescirono talvolta pericolosi al dominio dei patriarchi di Aquileja. Prova ne sia la ribellione del Caraffa nel 1397, della quale il cardinale Toschi nel suo libro: De iure statuirai in imperio romano sive de regum, et principum, tam ecclesiasticorum quam secalarium, nec non Comitum ac Civitatum privilegiis, iuribus et consuetudinibus, Francof. ad Moen., typ. haer. J. Bringeri, 1620, P. I. M. 1. c. 2. così riferisce:

«Et constituebat officialem Marchionem in Histria, quae erat de temporali iurisdictìone Patriarchae, ut per Cardinal. Zabarell. cons. 83 in casa ibi posito et per totum consilium, ubi Anton. Caraffa de Neapoli fuit constitutus Marchio et postea se rebellavit occupando castroni, et civitas Justinopolis erat de iurisdictione Patriarchae temporali, ut ibi.» (32)

La carica del marchese governatore durò in vita fino alla caduta del dominio patriarcale nell' Istria.

Cablo Buttazzoni.


Note:

  1. Carli, Ant. Ital. Milano 1790, Vol. IV. p. 266.
  2. Cod. Dipl. Istr. a. 1278, docum. comunic. dall' abb. G. Bianchi.
  3. Così nella nomina di Francescano della Torre, Bianchi Docum. p. 310, C.D.I. a. 1319. E in quella di Giovanni da Stegberch, C.D.I. a. 1342, diploma comunicato dal Dr. Cumano.
  4. Carli Ant I. 1. c. p. 258.

  5. Nel 1308 fa nominato governatore un tale Anselmo da Carisaco e nel Tesoro Aquileiese si fa cenno di questa nomina colle parole: "concessio officii Marchionatus Ricariae Histriae Anselmo do Carisaco." Carli A. I. 1. c, p. 259.
  6. Archeograf. Triest nuova serie vol. II. p. 52, 58.
  7. Carli A. I. 1. c. p. 262.
  8. C.D.I. a. 1342. Ved. inoltre C.D.I. a. 1347, 13 gennaio.
  9. Carli A. I. 1. c. p. 261.

  10. Carli A. I. 1. c. p. 257, C.D.I. a. 1278, 1 giugno.
  11. C.D.I. a. 1397, comunic. dal Dr. Vincenzo Joppi.
  12. C.D.I. a. 1342.
  13. C.D.I. a. 1347.
  14. C.D.I. a. 1363.
  15. C.D.I. a. 1356.
  16. Duxit?

  17. C.D.I. a. 1319. Qualche differenza di stilo nel diploma del 1347 rilasciato a Stefano qm. Virgilio da Cividale. Nel principio: "Dilectis fidolibus nostris Universis, et singulis Marchionatui nostro Istrie subiectis." E la chiusa: "Quocirca fidelitatem vestram requirimus, et hortamus (hortamur?), vobis et vestrum cuilibet precipiendo mandantes, quatenus eidem Stephano tamquam Marchioni nostro.... in hiis que ad dicti Marchionatus spectant offitium, respondeatis, et fideliter pareatis, alioquin penas quas rite tulerit in rebelles ratas habemus atqne gratas, et faciemus eas auctore domino usque ad satisfactionem condignam inviolabiliter observari." C.D.I. a. 1347.
  18. Nicoletti, Archeogr. Triest. nuova serie v. II. p. 52.
  19. Chmel Diplomatar. miscell. p. 289, C.D.I. a. 1208, carta consimile in Carli A. I. v. V. p. 92. L'obbligo di amministrare giustizia è pure espresso nel giuramento di Genesio Bernardi del 1278: "Omnibus conquerentibus tam pauperibus quam divitibus reddit (reddet?) pro posse iusticie complementum." C.D.I. a. 1278, Carli A. I. v. IV. p. 257.
  20. Carli A. L v. IV. p. 256, V. p. 107.
  21. Carli A. I. v. IV. p. 259. Per alcuni atti giurisdizionali come investiture di feudi sembra avesse bisogno il Marchese d'una facoltà particolare del Patriarca. Carli Dissertazione V. p. 187.
  22. Carli A. I. v. V. p. 114.
  23. Carli A. I. v. V. p. 246.
  24. C.D.I. a. 1397: "personas Marchionatui nostro subiectas contra earum antiquas consuetudines laudabiles non gravabis".
  25. Carli A. I. v. IV. p. 268.
  26. Carli A. I. v. IV. p. 259.
  27. Carli A. I. v. IV. p. 260.
  28. Carli A. I. v. IV. p. 260.
  29. C.D.I. a 1397.
  30. Carli A. I. v. IV. p. 259.
  31. Carli A. I. v. V. p. 126.
  32. Da esemplare esistente all'i. r. Biblioteca di Corte in Vienna.

Editor's notes:

There is no mention of the year 1360 in this regard in online sources. Wikipedia states: "In 1292 the Patriarch Raimondo della Torre gave to Simone di Cucagna the power to control Valvasone and its surroundings..." [http://en.wikipedia.org/wiki/Valvasone], whereas the Archivio Veneto of 1906 [pages 112-3] it states that Raimondo gave it to the three brothers, Guarniero, Odorico and Simone, and then on 15 August Simone "bought the castle of Valvasone from his brothers in 1293 for 500 Marks":  [see also http://cilialacorte.com/cilialacorte-legacy/8966.htm]


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Created: Friday, December 16, 2011; Last updated: Saturday December 01, 2012
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