Baderna - Mompaderno
Cities, Towns and Hamlets


Il Bosco Vidorno
Diego MasieIlo

Mompaderno

Il villaggio chiamato anticamente Mons Paternus si trova in prossimità della Crosera, importante snodo stradale tra la via Flavia che scende da Trieste e la via Slava che collega Parenzo a Pisino Numerosi sono ì reperti preistorici trovati in prossimità del villaggio. Dopo i secoli desolanti dell 'alto medio evo il paese fu ripopolato con gente di origine morlacca. Fu parte della baronia di S. Lorenzo del Pasenatico e poi sottoposto a Parenzo. Interessante la chiesa dedicata alla Vergine Maria restaurata più volte (D.M.).

Sulla via Flavia, lasciato l'abitato di Baderna-Mompaderno, dalla Crosera verso Lovrec - San Lorenzo del Pasenatico, si apre subito sulla destra un vasto pianoro che degrada verso il mare.

Poco abitato, in parte coltivato e in parte boscato, racchiude al suo interno un piccolo bosco demaniale di circa 90 ettari, conosciuto da secoli con il nome di Vidorno.

Il bosco è sempre stato considerato dai forestali della Serenessima, una continuazione della foresta di Leme in quanto le essenze spontanee erano (e sono) le stesse.

Nel passato il bosco era soggetto al taglio continuo ed i suoi prodotti (legno da ardere o paleria da opera) venivano smerciati per lo più a Parenzo. I tagli agli alberi dovevano rispettare le precise regolamentazioni che Venezia impartì nel corso dei secoli per il governo dei boschi istriani e anche nel Vidorno il taglio dei roveri migliori fu riservato ai soli bisogni dell'Arsenale. Furono molte le visite dei Conservatori ai Boschi che si susseguirono nella gestione del bosco e nel 1775 la proprietà venne inserita nell'ultimo catasto forestale veneto, quello del Morosini:

TERRITORIO DI SAN LORENZO

MONPADERNO
97. Bosco detto Vidorno di Pub-a ragione. Confa Lev-te campi di Sime Talich, e Corrili di Sn. Lorenzo. Ost-o Bosco Steffanich.Pon-te terreni del Pilovich. Tram-a terre della Scuola di Sn. Martin.Dist-e miglia otto. Conterminato da dodeci termini con l'Impronto del Pub-a Stema, i quali vanno in seguito, con quelli, che conterminano li boschi segnati co ' numeri 98, 100, 101, 102 e 99 tutti nello stesso Tenere di Mompaderno.Gira miglia due, pertiche cento, e cinque.

N. XXXI. 89. pertiche
XXXII. 45.
XXXIII. 85.
XXXIV. 91.
XXXV. 104.
XXXVI. 394.
XXXVII. 109.
XXXVIII. 115.
XXXIX. 139.
XXXX. 120.
XXXX. 120.
XXXXII. 301.
 

Fanno miglia 2.p-che 105.

Uno dei cippi confinari del bosco(foto Diego Masiello)

All'inizio dell'Ottocento alcune piante furono anche messe all'asta dal Conservatore dei boschi (vedi avviso). Il primo piano di assestamento austriaco risale al 1873 quando i forestali, dietro richiesta della Marina, incominciarono, come a Leme, a regolare il taglio del legname per favorire la crescita delle querce a scapito del carpino. Anche il bosco Vidorno fu riconfinato con dei nuovi cippi in calcare dal numero progressivo che sostituirono, molto probabilmente, quelli veneti. Dal 1879 al 1927 furono quasi 17.000 i metri cubi di legname tagliati. I militi forestali italiani, che dal 1918 presero in consegna la proprietà, continuarono intensamente questi tagli, anche per riportare all'alto fusto le querce. Il demanio Vidorno fu aggregato dall'Azienda del Demanio Forestale di Stato nel gruppo di Montona, assieme alla foresta di Montana, alla foresta di Leme e al demanio Corneria. Dopo la fine della seconda guerra e i danni provocati dal generale abbandono delle colture, i servizi forestali jugoslavi ripristinarono gli interventi nel bosco guidando le utilizzazioni che furono anche molto intense. Oggigiorno il bosco si presenta nuovamente come un gran ceduo composto, frequentato da una notevole presenza faunistica. Dal 1997 sono in corso da parte dei Servizi Forestali Statali della Croazia delle massicce ripuliture, con una severa selezione sui polloni delle ceppaie, per migliorare le condizioni vegetative dell'intero comprensorio e per tentare di concludere l'avviamento delle piante all'alto fusto.

Riscendendo verso Pola per raggiungere Orsera o Cui di Leme si transita per l'affascinante paese di Lovrec-San Lorenzo del Pasenatico.

Miglioramento forestale con la selezione dei polloni migliori (foto Diego Masiello)

San Lorenzo del Pasenatico

Anche se l'antico borgo di San Lorenzo è situato a una certa distanza dall'orlo settentrionale della valle, esso si inserisce di diritto nella storia di questo territorio, poiché la sua giurisdizione confinava con quelle del feudo di Geroldia e del monastero di San Michele.

L'esistenza del Castrum Sanctis Laurenti nel X secolo è documentata da una lite, rapportata in un più tardo documento dell'anno 1186, scoppiata tra la comunità laurentana e il castello di Calisedo, composta dall'esito di un duello tra i campioni dei due castelli.

Ma la sua origine è molto più antica e ne fa fede l'età della chiesa di San Martino fuori mura e della prima cerchia murata, ambedue risalenti al X secolo. Però, se volgiamo la nostra attenzione a un epoca ancora più lontana, scopriamo, studiando lo sviluppo pluricentrico dell'abitato, che San Lorenzo affonda le sue radici in un castellìere preistorico. Durante il medioevo il castello passò dalla giurisdizione parentina a quella della Repubblica di Venezia, la quale qui stabilì la capitania del Pasenatico, che soprintendeva alla sicurezza e al controllo della campagna.

Nello stesso periodo, era il 1304, la Serenissima fece rinforzare la cinta murale.

Un secolo dopo il castello si accrebbe di una nuova borgata difesa da mura e torri, tra le quali spicca l'altissima torre portala posta dietro la chiesa di San Martino inglobata nella nuova cortina. Fu questo l'assetto definitivo di San Lorenzo, che ammiriamo tuttora (L.F.).

Tratto da:

  • La foresta di Leme e la Draga. Itinerari storico-naturalistici a piedi e in mountain-bike sulla direttrice Orsera-Antignana, Edizione «Italo Svevo» Trieste.


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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Tuesday, March 25, 2008; Last updated: Wednesday, March 26, 2008
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