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Il lago di Carpano Se si dovesse bandire un concorso per l'emblema della città d'Arsia, accanto ai due martelli incrociati, simboleggianti l'industria mineraria da poco spentasi, sarebbero certamente previsti anche altri elementi iconografici. Come l'immagine di S. Barbara, ad esempio, protettrice dei minatori, e il segno topografico indicante un fiume con valle alluvionale. Vi si potrebbe forse aggiungere la zanzara malarica, l'anofele, poiche le valli del torrente Bogliuno (in croato Boljuncica), con il lago di Cepich, e quella dell'Arsa, con il lago di Carpano, un tempo "appartenevano piuttosto agli insetti che agli uomini". Fu probabilmente a causa della paludosa e inospitale valle dell'Arsa, antico confine fra l'Istria e la Dalmazia, se la strada romana Pola-Albona-Fianona venne costruita più a sud. La strada sboccava da qualche parte in cima al canale dell'Arsa che si superava con una chiatta o un traghetto, da cui presumibilmente deriva il nome del villaggio di Traghetto (in croato Trget). Ma torniamo all'argomento del titolo. ACQUA SALMASTRA Il capriccioso fiume Arsa, che durante le grandi piogge ha una portata di oltre 120.000 litri di acqua al secondo, convoglia nei presi della foce enormi quantità di terra e di materiale detritico. Questi depositi alluvionali dapprima rallentarono e quindi sbarrarono l'immissione dell'affluente di destra, il torrente Carpano. Nel triangolo città di Arsia-Ponte di Arsa -Stallie venne così a formarsi un lago, denominato appunto lago di Carpano, come l'omonimo torrente. Talvolta il lago veniva indicato dal popolo col nome di "Mare di Albona", il che si spiega col fatto che la città d'Arsia ancora non esisteva (per dare eventualmente il nome al lago) e che, durante le alte maree, il mare penetrava, attraverso i bassi argini naturali, nel lago. L'acqua del lago di Carpano, in cui crescevano canne rigogliose e altre piante palurstri, era perciò salmastra. La sua salinità aumentava nei periodi di siccità e scemava dall'autunno alla primavera inoltrata, quando rinvigorivano i corsi d'acqua e le fonti ai margini del lago. IL REGNO DEI GRONGHI Le acquemelmose del lago di Carpano in cui, come già detto, si mescolavano l'acqua dolce e l'acqua salata, erano il regno dei pesci, soprattutto dei gronghi e delle anguille (i "bisatti"). Gli abitanti dei dintorni li pescavano in due modi: formando pescaie (in croato "saroj") e con la "bilancia". Nel primo caso si creavano, durante le basse maree, con fango e giunchi, delle chiuse. Con il montare della marea il pesce entrava nelle pescaie e, quando l'acqua rifluiva, la gente tramortiva i pesci a randellate o li prendeva direttamente con le mani. L'uso della rete a bilancia era più complicato. Comportava la costruzione di capanne su palafitte. Alla capanna veniva fissata un'asta per sollevare e abbassare, tramite un sistema di verricelli (argani) la rete. La bilancia con il suo carico di pesce di solito veniva tirata su al mattino. Questo tipo di pesca si mantenne nel basso corso dell'Arsa anche dopo il prosciugamento del lago di Carpano. IL POLDER ISTRIANO Già ai tempi dell'Austria si cominciò a parlare della sistemazione del corso dell'Arsa e del lago di Carpano, ma solo fra le due guerre mondiali quell'area paludosa venne prosciugata. Fu soprattutto la politica economica autarchica dell'Italia, nota come la "Battaglia per il grano", il movente principale di quell'operazione complessa e costosa, e non la coscienza che - come si diceva - "gli uomini farebbero meglio a lottare contro gli insetti invece che l'uno contro l'altro". Al prosciugamento del lago di Carpano, negli anni trenta, lavorarono il Consorzio di bonofica della valle di Carpano e il Consorzio per la bonifica dell'Istria. L'opera venne ultimata alla vigilia della II guerra mondiale. Ne abbiamo testimonianza nell'articolo intitolato "Un altro lago prosciugato - il Lago di Carpano", pubblicato sul "Corriere istriano" di Pola del 1.mo marzo 1939. Poiche' il fondo dell'ormai ex lago era a un livello inferiore rispetto a quello del mare, in quest'area si è creato un polder (depressione) istriano, l'unico lungo il litorale adriatico orientale (per inciso: il polder è caratteristico dell'Olanda, paese nel quale da decenni le superfici agricole vengono sottratte al mare). Un argine artificiale protegge la depressione dalle infiltrazioni marine. Tuttavia, il terreno è salino, del che va tenuto conto nella scelta delle colture. Si ottengono buoni risultati con l'erba medica e l'orzo, invece la coltivazione delle verdure lascia a desiderare. DUBBI SULLA SCELTA DEL NOME Sul lato nord-orientale dello scomparso lago, nel punto in cui la valle serrata dai monti incomincia ad allargarsi verso il mare, è sorto un moderno agglomerato di minatori chiamato Arsia (in croato Rasa). La sua edificazione si iniziò nella primavera del 1936 in base dei progetti degli ingegneri Pulitzer, Ceppi, Finali, Rado Lah e Franjo Kosovel, questi ultimi due sloveni. Nella prima metà di agosto del 1936 il cantiere venne visitato da Benito Mussolini: testimoni oculari affermano che si oscurasse in volto vedendo che la città stava sorgendo in una valle malsana, fino a poco tempo prima malarica. I responsabili dei lavori giustificarono la scelta con la necessità che una parte dei minatori abitasse nelle vicinanze delle miniere. Arsia venne solennemente benedetta il 4 novenbre 1937, ossia nel quindicesimo anniversario della Marcia su Roma. All'inaugurazione presenziarono il Duca di Spoleto e il sottosegretario di stato della Marina mercantile Host Venturi. Il nuovo abitato contava circa due mila anime. Le previsioni dicevano che sarebbero aumentate a cinque mila e che Arsia sarebbe stata collegata con Pola tramite la filovia. Il 27 ottobre del 1937, con il decreto regio numero 1815, Arsia venne proclamata comune. Sognando una "Ruhr istriana" i più ottimisti preconizzavano la sua cresci ta e quella dell'estrazione di carbone (la punta massima venne raggiunta nel 1942, quando furono estratte 1.157.681 tonnellate). Interessanti i dubbi che circolavano sul nome da dare alla nuova città. Sul tappeto finirono quattro proposte: Liburnia, Liburnia Alta, Carpano d'Istria e Arsia (Arsa). Prevalse il toponimo romano: Arsia. Il primo e il secondo nome furono probabilmente scartati in quanto rimandavano alla tribu illirica dei Liburni, che, un tempo, abitavano la costa dal fiume Arsa al fiume Krka in Dalmazia.
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This page compliments of Marisa Ciceran Created:
Monday,
October 21, 2002; Last
updated:
Thursday November 01, 2007
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