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Archeology
Pula - Pola


GLI SCAVI AI PIEDI DEL MUSEO ARCHEOLOGICO RIVELA UNA SORPRESA

Cimitero istrico "sotto casa"
È dell'Età del Ferro che fu anche l'età dei castellieri

[Tratto da © La Voce del Popolo, 22 marzo 2007 - http://www.edit.hr/lavoce/070322/cpolese.htm.]

Archeologia sotto casa. Pola continua a dimostrare l’inutilità di compiere lo sforzo di cercare in lande sperdute echi di civiltà sepolte, solo che questa volta sembra proprio di essere arrivati al colmo. È bastato uscire dall’edificio del Museo archeologico, fare pochi passi, intraprendere un semplice scavo di buca a ridosso dell’edificio, ala meridionale che si affaccia alla sede della Comunità degli Italiani di Pola, ed è stata meraviglia. Il quadrante aperto è di soli tre metri per cinque e di altri tre in profondità. Il rinvenimento:cimitero istrico con “contorno” di reperti vari.

Luogo di sepoltura di epoca preistorica

Età del ferro, confermano gli esperti, di Pola dell’età del castelliere. Nulla di sfavillante dell’imperial epoca romana ma sicuramente un’importante informazione aggiuntiva per completare meglio un ritratto assai più remoto, quello dell’insediamento preistorico, della città ai primordi arrampicata verso il colle Castello.

Il motivo che ha portato gli archeologi a setacciare il terreno comodamente nel proprio cortile è semplicemente di natura pratica. Come da informazione di Kristina Džin, direttrice dell’istituzione museale, nell’intento di preparare a mettere in atto il progetto di ristrutturazione dell’edificio del periodo austriaco con il sostegno di fondi ministeriali (dicastero cultura), si è imposta la necessità di esaminare il terreno circostante l’edificio. Due erano le varianti metodologiche di ricerca tra cui scegliere. Alla sonda geofisica è stata preferita la ricerca più capillare, sonda archeologica doc, il che significa scelta di un quadrante da scoperchiare fino a toccare fondo, la roccia viva dove regolarmente termina ogni stratificazione storico-culturale.

Il caseggiato, in parte, poggia su roccia viva

Lo scavo della durata di tre settimane, ma ancora non terminato, ha intanto rivelato che il caseggiato del museo poggia in parte su roccia viva, in un altro punto passa proprio sopra un cimitero istrico. Nella disamina dello strato superiore di terreno non è stato possibile evitare l’indubbio passaggio della romanità che anche questa volta torna a regalare ai posteri un ulteriore contingente di anfore usate come materiale da drenaggio per costruzioni d’epoca. Ma il fatto curioso dell’indagine in seconda battuta, una volta penetrati al “piano inferiore” alle anfore, è quella che ha fatto agganciare per sbaglio alla ruspa un imprevisto grosso recipiente d’epoca del ferro.

Dalla terra un grosso recipiente preistorico

La lettura del terreno del ferro, risalente a circa un millennio Avanti Cristo, è in questo caso affidata all’esperta dell’età preistorica, l’archeologa Kristina Mihovilić: “Detti rinvenimenti, a dire il vero, non sono esattamente spettacolari – ha rivelato la studiosa specificando che – già si sapeva che nella posizione sul colle del castelliere di Pola si estendeva un’area cimiteriale dell’epoca del ferro. Nel 1890, al momento della costruzione dell’edificio oggi museo, erano stati notificati rinvenimenti tombali.” Torniamo allo scavo. Grosso recipiente preistorico, si diceva. Ma è appena l’inizio di tutta una serie di interessanti estrazioni. Dal terreno sono sbucate un certo numero di urne cinerarie per rivelare strada facendo che il terreno non è stato sempre ed esclusivamente necropoli. Nel corso dei secoli del ferro ha visto vivere in alternanza un castelliere abitato e una zona di seppellimento.

Nell'età cavernicola a Pola si mangiava bene

E’ per questo che la sonda archeologica ha dato alla luce parecchi utensili da cucina, recipienti di varie forme e dimensioni, un peso da tessitura, attrezzi d’osso. Quindi, un infinità di resti di cibi d’origine animale consumati, chiocciole, conchiglie, lische di pesce. Parola d’archeologa: è indubbia prova che nell’età “cavernicola” a Pola si mangiava molto bene. La lista dei reperti si arricchisce anche con il recupero di frammenti di ceramica d’importazione: una daunia dipinta dell’Italia meridionale ed un’urna del tutto particolare in ceramica etrusca, il cosiddetto bucchero preromanico. Prima di decretare pausa dei lavori, causa maltempo, anche il rinvenimento di un forno preistorico. Tutto questo. E dire che buona parte del terreno è andato rovinato al momento di praticare il canale per la costruzione dell’edificio di fine secolo XIX.

Arletta Fonio Grubiša


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Created: Thursday, March 22, 2007; Last updated: Tuesday, December 06, 2011
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