Rijeka - Fiume
Cities, Towns and Hamlets


 

Il millenovecentoeotto nel capoluogo del quarnero: Cronache e storie di un secolo fa

Fiume ai tempi del tram, dei fanali a gas e delle prime spassose, comiche al cinema
di Gino Sergi

È antica tradizione a Fiume, e pare anche altrove, che gli auguri per l'Anno Nuovo vengano fatti fino al 15 gennaio, anche se è passata l'euforia dei veglioni e dei cenoni. Ma non basta un semplice augurio formale, l'etichetta impone le visite in casa, che non sempre sono gradite da chi le riceve, sicché proprio quest'anno - siamo all'inizio del 1908 - è stata comunicata la disposizione di potersi esimere da tali visite verso l'esborso di un importo indeterminato non inferiore ai trenta centesimi. I biglietti di dispensa dalle visite cerimoniali si vendono appunto a 30 centesimi l'uno "presso le principali cartolerie della città" sulla sponda destra della Fiumara. Si deve credere che all’epoca le visite riuscissero noiose e dispendiose per molti, visto che un giornale dell'epoca pubblicò un'intera pagina di nomi e cognomi di quelle persone - e l'importo pagato che avevano fatto a meno delle visite augurali.

Le cronache fiumane di gennaio 1908 sono piene zeppe di conferenze e congressi. Ne tengono di straordinari o di costitutivi la Società degli Artieri, che inaugura la propria sede sindacale, il Circolo Letterario, il Club di Scienze naturali, il Club dei Capitani marittimi, la Fiumana Esperantista Grupo, il Club dei Quindici, la Società di Soccorso fra Tipografi, la Società fra Operai scalpellini e perfino una Società contro l'accattonaggio. I giornali locali danno grande rilievo al giubileo di un'industria cittadina: la Raffineria di olii minerali, in sigla Romsa, compie il venticinquesimo anno di esistenza, avendo iniziato la sua attività nei primi giorni di gennaio del 1883. Contava 500 operai.

Al cine «Le statue viventi»

L'inizio dell'anno 1908 è denso anche di tragici avvenimenti. Il 2 gennaio, a causa del forte vento di levante, il piroscafo Volosca sperona una grossa zattera ancorata fuori l a fabbrica di torpedini, provocandone l'affondamento. Due giorni dopo fallisce il varo di un pontone al cantiere "Danubius" di Bergudi; quello stesso giorno, di sera, nei pressi di ®urkovo naufraga il veliero Antonio C salpato dal porto Baros per l'isola di Veglia. Un forte vento di levante agita il mare e una violenta raffica provoca lo sbandamento del brigantino, scagliando in mare tre uomini dell'equipaggio, due dei quali purtroppo periscono miseramente.

Alla fabbrica di cacao e cioccolata le maestranze scendono in sciopero. Le operaie, che sono la maggioranza, "chiedono giustizia contro i soprusi" delle capo-sorveglianti e del direttore. Ventiquattro scioperanti vengono licenziate per intimidire le altre, ma lo sciopero continua per concludersi con la vittoria alla fine del mese.

Nei due cinematografi cittadini, l’"Edison" ed il "Progresso", fanno furore le proiezioni comiche ("il colmo della ilarità" dicono invariabilmente i cartelloni) de "Le statue viventi", il "Detective americano" e la "Caccia ai milioni", quest'ultima presentata come un "meraviglioso dramma con 16.500 fotografie".

Gli addetti alla pubblica illuminazione spengono i fanali a gas alle 6,30 del mattino per riaccenderli alle 6,30 del pomeriggio... La città si avvia al traguardo dei 50 mila abitanti.

Inaugurato il tram Abbazia-Laurana

In febbraio ha inizio la costruzione della strada per Belvedere e della via per Scurigne. Si progetta per Scurigne anche una linea tranviaria e la costruzione di una scuola elementare a Cosala. I quartieri collinari di Fiume cominciano a infittirsi di case. Le Ferrovie dello stato aprono un'asta pubblica per la costruzione del terzo ponte ferroviario sulla Fiumara. Infine viene inaugurata la linea tranviaria Abbazia-Laurana. Con l'intervento della banda militare viene inaugurata, inoltre, la nuova cripta dell'erigenda chiesa dei cappuccini in Zàbizza.

Febbraio 1908 è mese agitatissimo per Fiume. Il giorno 5 divampa un furioso incendio in via del Fosso. Le campane dell'ex convento delle Benedettine suonano a martello, il fuoco ha investito uno stallaggio che rinchiude 45 cavalli ed alcuni magazzini adiacenti. Accorrono due compagnie di soldati, una pattuglia di Honved, una squadra di marinai e, solo più tardi, cinque squadre di pompieri. Il loro ritardo è dovuto al fatto che il telefono della centrale non funzionava... per mancanza di corrente! Alimentate dalla bora, le fiamme causano danni calcolati a settantamila corone: tre cavalli restano carbonizzati, due uomini feriti.

La bora infuria più volte nel corso del mese. Una violentissima raffica abbatte la grande sfera in pietra del campanile del Duomo; vengono strappate insegne dai negozi, rovesciati camignoli, strappate imposte dalle finestre, interrotte le corse dei piroscafi da Segna e Novi.

I bollettini sanitari annunciano gravi epidemie di morbillo e tracoma. Alla fabbrica di prodotti chimici "Union" scoppia una caldaia provocando fra gli operai un morto e due feriti. Una maona affonda in Porto Baros. Un uomo morto assiderato viene rinvenuto sulla strada per Castua. Per resistenza all'ordine di sfratto, un poveraccio viene arrestato; un altro sfrattato, in preda alla disperazione, ammazza il padrone di casa e poi si suicida.

Il Far West in città

Le cronache dei giornali sono piene di furti, truffe, ferimenti in litigi. La città pare una specie di Texas ai tempi dei pionieri. Uno studente spara a casaccio con la rivoltella ammazzando un uomo e ferendone un altri per strada; un ubriaco si diverte a sparare pure lui, per spaventare i passanti... Fra suoni di trombe e fracasso di tamburi arrivano venticinque carri di un caravanserraglio o circo equestre con tigri, leoni, zebre, antilopi, struzzi, orsi polari ed elefanti ammaestrati.

Pattuglie di gendarmi operano una razzia in città ed ai confini del territorio, tra Sussak e Cantrida, arrestando quaranta persone.

La miseria è diventata una vera piaga della città nella quale si sono riversati e continuano ad arrivare tipi delle più disperate nazionalità in cerca di fortuna. Associazioni e delegazioni municipali si stanno scervellando per frenare l'accattonaggio, lamentandone la "recrudescenza a d onta che si sia già da tempo costituita una Società contro il medesimo e per assistenza ai poveri di Fiume". La stessa Società contro l'accattonaggio si lamenta di non avere i mezzi sufficienti a "satollare tanta mendicità".

Altro problema grave sono le zuffe e liti nei locali della periferia. Il Municipio è costretto ad emanare disposizioni che vietano la vendita di alcolici nelle case di tolleranza (site in Cittavecchia) e in altri luoghi simili a bordelli, mentre reclama la costituzione di una Lega contro la tratta delle bianche, per combattere "certi speculatori che con lusinghe adescano e vendono le ragazze alle case di prostituzione".

Come si vede, il quadro non è roseo. Contro il rincaro dei viveri protestano le organizzazioni operaie, le "Sedi Riunite" dei sindacati minacciano uno sciopero generale per il 1º Marzo. I camerieri lanciano un appello a tutti i colleghi per creare un'organizzazione sindacale che sappia difendere i diritti e gli interessi della categoria.

Il 18 febbraio, ricorrendo l'anniversario della morte dell'operaio Pietro Kobek, ucciso dalla polizia due anni prima durante uno sciopero generale, le Sedi Riunite espongono il vessillo rosso abbrunato. Alle agitazioni operaie i maggiorenti della Delegazione Municipale rispondono con promesse che qualche giornale definisce "ridicole e inconcludenti": si prospetta la costruzione di una ferrovia che colleghi Fiume ad Umago, attraversando Rozzo, Pinguente, Montona, Buie e Verteneglio.

Intanto la nobiltà che frequenta gli spettacoli al Salone Edison si commuove alla proiezione di "Fiore di giovinezza", grandiosa, lunga e splendida pellicola "virata e colorata", mentre in una decina di club e casinò si organizzano feste e mascherate. Fra queste una "Veglia degli Inferi" con danze e sfilate di Plutoni, Proserpine, draghi e seducenti diavolesse che si danno a "piccanti balletti infernali" fra urli e fischi a non finire.

Giulietta e Romeo

Marzo: niente bora, non grandi piogge, mare piuttosto calmo, un marzo poco ortodosso. Piuttosto calma è anche la vita cittadina, se si eccettuano le risse che, per i tempi che corrono, rientrano fra le cose di ordinaria amministrazione. Anche quando ci scappa il morto. Profonda commozione desta invece una vicenda alla "Giulietta e Romeo" di cui sono protagonisti la sartina diciottenne Noemi Collazio e il giovane ventenne Riccardo Scrobogna che una sera, ai primi del mese, incontratisi all'ultimo appuntamento del loro amore contrastato dai rispettivi genitori, si sono tolti la vita con due colpi di pistola sparati contemporaneamente e reciprocamente. Gran folla ai funerali.

Nella sede del Municipio continua a destare discussioni il progetto della costruzione della ferrovia Fiume-Umago. Lo schema è stato approvato ed inviato da alcune settimane al competente ministero, ma fino ad oggi la risposta non è arrivata. Gravi incidenti e dibattiti sta sollevando anche il progetto di un terzo ponte ferroviario da costruire sul fiume che divide la città sul territorio croato del Delta. Tra Fiume ungherese e Sussak croata sorge una questione di Stato, pur trovandosi entro il medesimo impero.

La primavera porta i primi turisti a Fiume e ad Abbazia. Fra gli altri vi soggiornano per qualche settimana i principi Danilo e Mirko Petrovic del Montenegro con le principesse e l'arciduca ereditario d'Austria Francesco Ferdinando, ignaro che fra sei anni farà una brutta fine a Sarajevo scatenando la prima guerra mondiale.

Alle Sedi Riunite l'Esecutivo del Partito socialista convoca tutti i rappresentanti di categoria e in particolare delle organizzazioni sindacali dei tipografi, pistori, scalpellini e sarti che sono il nerbo del movimento operaio a Fiume. Viene anche decisa la costituzione di un complesso corale dei lavoratori.

Nel campo artistico si nota, in questo mese, l'inaugurazione della stagione operistica al Teatro Comunale con la nuova opera in due atti "Amica" di Pietro Mascagni.

Dopo tre repliche, l'opera viene fischiata e sparisce dal cartellone. Grande sensazione suscita invece l'arrivo da Milano di tale Antonio Rusich che si qualifica "corridore mondiale". Ottenuto dalla polizia il permesso di dimostrare anche a Fiume la sua eccezionale resistenza alla corsa, egli inizia un "record" di centocinquanta chilometri impegnandosi - e ci riesce - a percorrerli in ventiquattro ore. Percorre senza interruzioni per un intero giorno e una notte il tratto di strada che va dal "Caffè Grande" al "Caffè Adria", andando avanti e indietro. Dopo di che prosegue alla volta della Francia per continuare le esibizioni.

Le schiave bianche

Ed eccoci arrivati in aprile. E' un mese agitato sia per fenomeni naturali (tempeste, mareggiate, naufragi) sia per crisi sociali (scioperi e manifestazioni di protesta del movimento operaio). Una commissione municipale incaricata della nuova denominazione delle vie cittadine rassegna le dimissioni perché in diverse riunioni sono insorte insanabili divergenze di opinione.

Mozioni per la costruzione di un nuovo mercato e dell'annessa pescheria vengon respinte per la mancanza di un piano regolatore della città. Al cantiere navale "Danubius" ha inizio la costruzione di una serie di sedici torpediniere per la flotta ungherese. Viene scoperto dalla polizia un commercio di schiave bianche destinate ai prostriboli di calle Marsecchia in Cittavecchia.

I giornali informano che il ministro austriaco delle ferrovie ha autorizzato i lavori preliminari di una "Ferrovia dalmata" che dovrebbe iniziare a Mattuglie e terminare a Zara. Annunciano inoltre la messa a punto di un progetto per la costruzione di un grande porto commerciale nella baia di Preluca. Cent'anni dopo quella ferrovia e quel porto saranno ancora un sogno.

All'inizio del mese si arena sulle rocce del faro di Galiola il piroscafo "Saliente" carico di traversini per binari ferroviari. Una brazzera va a incagliarsi presso il Capo di Santa Marina sulle rocce della costa di Rabaz. Da Fiume vengono inviati soccorsi ai natanti e agli uomini d'equipaggio. Dopo tre giorni di fatiche dei soccorritori il piroscafo "Elore" riesce a disincagliare la brazzera, rimorchiandola a Cherso. Dieci giorni dopo l'"Elore" si incaglia a sua volta sulle secche di Obrovaz. Continuando ad essere agitato, mosso dal forte vento di scirocco, il mare provoca altri guai: il trabaccolo "Sime" da 56 tonnellate viene investito dalle raffiche all'imboccatura del porto di Fiume e riesce a salvarsi a stento. Nello stesso mese, mentre naviga da Trieste verso la Dalmazia, affonda il piroscafo fiumano "Galatea" sopraffatto da alte onde agitatissime. Desta un'eco profonda in questi giorni la pericolosa traversata dell'Adriatico compiuta da un veliero lussignano, lo scooner "Alpina": partito dall'isola di Candia con 507 fusti di olio destinati a Trieste, viene investito da un violento fortunale che gli strappa l'albero di parrocchetto e l'alberetto, danneggia i pennoni dell'albero maestro, tutte le attrezzature e il sartiame. Ciononostante, l'"Alpina" resiste vittoriosamente, riuscendo a raggiungere Trieste in venti giorni di navigazione.

 Uno sciopero generale

I commessi dei negozi sono i protagonisti principali, insieme ai lavoranti sarti, delle agitazioni sindacali di aprile a Fiume. Cominciano i dettaglianti chiedendo un aumento dei salari; alle Sedi Riunite vengono convocati i rappresentanti di tutte le categorie operaie che votano un ordine del giorno di solidarietà. L'8 aprile i dettaglianti formano un gruppo socialista, mentre i barbieri di Fiume e Sussak deliberano di costituire una propria Società e presentano un memoriale di rivendicazioni ai loro principali. Entrano in agitazione anche i sarti che ottengono un primo successo: la giornata lavorativa di dieci ore. Insoddisfatti però delle paghe, annunciano nuove rivendicazioni in un comizio che si tiene al "Monte Verde". I datori di lavoro sono però irremovibili per cui i sarti scendono in sciopero. I padroni rispondono con la serrata, ma poi desistono di fronte alla minaccia dei lavoranti che annunciano la possibilità di creare una cooperativa.

Intanto fervono in seno alle organizzazioni operaie raccolte nelle Sedi Riunite e nel Partito socialista i preparativi per la festa del Primo Maggio. Al Partito socialista viene concesso, per la festa, l'uso del Giardino Pubblico.

A metà aprile i dettaglianti proclamano lo sciopero e tengono un comizio al Teatro Fenice. Il 13 aprile sono apparsi in città i manifesti annuncianti lo sciopero generale e l'invito ai lavoratori tutti di aderirvi. La polizia impedisce un comizio alle Sedi Riunite, i datori di lavoro rifiutano di incontrasi con i rappresentanti dei lavoratori e minacciano licenziamenti. Lo sciopero però continua ed i padroni sono costretti a cedere. In questa atmosfera si attende il Primo Maggio, giorno in cui alcune migliaia di lavoratori di Fiume si riuniscono al Giardino Pubblico, da dove muovono in corteo lungo il Viale Deak e per le vie della città, confluendo per il comizio al Teatro Fenice. Risultano compatte le organizzazioni sindacali dei tipografi, pistori, metallurgici, dettaglianti, fornai e barbieri.

Secondo "La Bilancia", al "Fenice" "non vi era posto libero e si sa che il Teatro non può contenere più di duemila persone, per cui non tutti i partecipanti al corteo poterono entrarvi; rimasero nell'atrio e nel cortile". L'operaio Vittorio Goldini apre il comizio e presenta gli oratori: un operaio di Venezia, due operai che parlano in lingua croato, ancora uno che tiene il discorso parte in croato e parte in ungherese, ed altri due che si esprimono uno in tedesco e l'altro in italiano.

A conclusione vengono letti telegrammi indirizzati ai comitati centrali dei partiti socialisti a Budapest, Trieste e Zagabria.

Nel pomeriggio i lavoratori ritornano a migliaia ai Giardini pubblici, molti con il garofano rosso all'occhiello. Si notano moltissime donne. E' festa popolare nei viali del parco: schietto buon umore fiumano e cordiale allegria. Si cantano gli inni degli operai, le canzoni delle tabacchine; intonano cori i complessi delle Sedi Riunite, si organizzano giochi a sfondo comico-umoristico, si gioca alla tombola, si balla al suono della banda d'ottoni cittadina. "Durante la festa - citiamo i giornali - venne votato un ordine del giorno di solidarietà col Partito socialista. Nessun incidente ha turbato la manifestazione".

Tratto da:

  • La Voce del Popolo - http://edit.hr/lavoce/2008/081108/speciale.htm


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Created: Wednesday, December 09, 2009; Last updated: Friday May 28, 2010
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