Quintino Bassani
Painters - Renderers - Sculptors

 

7 aprile 2007

A OTTOBRE AVREBBE COMPIUTO 79 ANNI. NATO NELL'ALBONESE, VIVEVA A ZAGABRIA DAL 1947
Addio a Quintino Bassani «magnifico» artista della CNI

ZAGABRIA – È venuto a mancare Quintino Bassani, insigne esponente della realtà culturale istriana e nazionale, una delle colonne portanti dell’arte figurativa istriana da ben cinquant'anni a questa parte. Oltre ad essere un pittore di grande coerenza artistica, nel corso della sua carriera Bassani è stato anche un instancabile ideatore e organizzatore della vita culturale istriana. Il pittore albonese è stato infatti uno dei fondatori della Colonia Artistica rovignese, della “Grisia”, dell'Ars Histriae, dell'Annale di Parenzo, mentre il suo nome viene associato anche al Concorso di Arte e Cultura “Istria Nobilissima”, alla Galleria Civica di Montona e al Simposio Mediterraneo di Scultura di Albona. Per oltre mezzo secolo Quintino Bassani è rimasto sempre fedele a una perenne fonte di ispirazione: l'Istria con i suoi solchi e le sue terrazze; una terra, quella d'Istria, alla quale ha dedicato tutta la sua opera pittorico-disegnativa. La commemorazione avrà luogo presso la sede della municipalità di Albona martedì 10 aprile. Lo stesso giorno Bassani verrà sepolto nel cimitero albonese.

«Scoprì» a Zagabria il paesaggio dell'Istria

Quintino Bassani nacque il 31 ottobre 1928 nel villaggio di Roccasana, a due chilometri da Albona, in una famiglia di contadini benestanti, ultimo di sette fratelli (cinque femmine e due maschi). Abbandonando la tradizione di famiglia, il padre decise di non scendere in miniera, ma imparò il mestiere del falegname - tornitore. Oltre ad essere un artigiano, era anche contadino. La madre, che si occupava della casa e gestiva l’intero podere, morì quando Quintino aveva soli cinque anni (il padre non si risposerà). Con la scomparsa della madre la proprietà dei Bassani iniziò a decadere. A poco a poco i fratelli più grandi abbandoneranno la casa di famiglia mentre Quintino rimarrà a vivere da solo con il padre e frequenterà la scuola italiana di Albona. Il nonno era stato minatore e un socialista convinto, e il padre aveva avuto modo di temprare il proprio credo politico durante il periodo di prigionia trascorso in Russia, dove aveva atteso la Rivoluzione d’ottobre. I valori in cui Quintino crederà, l’idea di libertà, di giustizia sociale, il suo antifascismo, faranno quindi parte della sua eredità genetica. A quindici anni e mezzo, il l.mo maggio 1944, Quintino si unirà ai partigiani, entrando nel battaglione “Učka”, a Sušnjevica. Anche se avrebbe preferito imbracciare una mitragliatrice, il Comando circondariale che conosceva il suo talento per il disegno, gli affidò il compito d’illustrare il loro foglio d’informazione. “Facevo dei disegni che venivano stampati a ciclostile – ricorderà più tardi Bassani – disegnavo delle vignette per il giornale, il ‘Porečki vjesnik’, e visto che non disponevamo di matrici per le illustrazioni, incidevo i disegni con un semplice ago. Devo dire che mi sentivo deluso, perché invece di combattere, mi toccava disegnare in continuazione i ritratti di Marx e Engels, di Stalin e Tito... Mi specializzai nel fare il ritratto di Tito. Dopo la guerra, quando per un ritratto di Tito si potevano guadagnare fior di quattrini, non ottenni neanche una commissione”.

Durante la guerra Bassani perse il braccio sinistro. Nel 1947 si trasferì a Zagabria e nel 1950 intraprese lo studio di pittura all’Accademia di Belle Arti. Avrà dei maestri eccellenti, tra cui Ivo Režek e, soprattutto, Marino Tartaglia, con il quale laureò nel 1955 e che gli insegnò innanzitutto la composizione e la forma. Terminerà gli studi post laurea come allievo del prof. Antun Mezdijić, che gli ha trasmetterà l’uso del colore. Conclusi gli studi penserà al ritorno in Istria, ma in quell’epoca la sua generazione se ne stava andando via dalla penisola e i suoi amici erano ormai tutti a Zagabria. Ciononostante, la sua prima mostra verrà organizzata ad Albona, nel 1961 presso l'Università Popolare.

L’adesione al gruppo Mi 58

Conclusi gli studi, nel 1957, Bassani verrà ammesso nell’ULUH (Associazione degli artisti figurativi della Croazia, l’odierno HDLU), e un anno dopo parteciperà alle prime collettive. Esporrà anche insieme a un gruppo di artisti che perseguivano gli stessi ideali artistici (Mi 58); sarà spesso all’estero, Italia (Firenze, Milano, Venezia, Gualdo Tadino, Trieste), Francia, Germania, Stati Uniti, con delle mostre personali o collettive. Ricorderemo la personale a New York nel 1965. Premiato più volte al Concorso d'Arte e di Cultura “Istria Nobilissima”, nel 1981 conseguirà il primo premio al Concorso per il Monumento al Minatore di Albona, che poi realizzerà, nell'ambito, peraltro, di una prolungata e prestigiosa attività per la committenza pubblica e privata.

Le terrazze istriane

A proposito del suo lavoro artistico, in un’intervista rilasciata recentemente al nostro quotidiano, Quintino Bassani spiegherà: “Nel mio lavoro potrei individuare almeno sette fasi. I cicli ‘Terra istriana’ e ‘Terrazze istriane’ appartengono a una di queste fasi. Tornando al discorso legato all’opera dell’uomo, possiamo considerare tali anche le terrazze istriane. Ricordo che queste magnifiche strutture mi avevano impressionato nel corso di un soggiorno a Grisignana, dove si svolgeva l’ex tempore. Quelle colline lungo le quali si arrampicano le terrazze, la natura modellata, mi ricordavano simili costruzioni asiatiche. Per me, queste strutture rappresentano il segno eclatante della presenza dell’uomo nel paesaggio... Ho ‘scoperto’ l’Istria proprio vivendo nella capitale. Per conoscere veramente il proprio paese natio bisogna lasciarlo e andare lontano. Appena portandola nel ricordo mi è stato possibile ‘ridurre’ la mia terra all’essenziale e mettere su tela e su carta le visioni legate all’Istria già formate nella mia mente. Soltanto essendo lontano, uno può veramente scoprire il proprio paese natio.” Bassani è stato uno dei “magnifici sette” pittori della minoranza italiana – insieme con i fiumani Bruno Paladin e Mauro Stipanov, il polese Fulvio Juričić, la piranese Fulvia Zudič, il capodistriano Rajko Apollonio e Claudio Ugussi, attivo a Buie – presentati nell’ambito di “Artisti di due minoranze”, il progetto transfrontaliero sulla pittura della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia e di quella Slovena in Italia, promosso dall’Unione Italiana e dal Kulturni Dom di Gorizia in collaborazione con le Gallerie Costiere di Pirano, la Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria e la Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano.

CENACOLO DEGLI OPERATORI CULTURALI DELLA CNI
Lo ricorderemo con orgoglio

FIUME – Ci ha lasciati Quintino Bassani, un grande artista connazionale che, dopo essere stato ancora quindicenne un valoroso partigiano (e quale combattente della Resistenza rimase ferito, subendo l’amputazione di un braccio e la prigionia), ha dedicato tutta la sua vita, l’ingegno e la fantasia alla nobile arte della pittura, conseguendo eccezionali successi sul territorio dell’ex Jugoslavia, in Italia e sul piano internazionale. Ha chiuso gli occhi a Zagabria, dove è vissuto per lunghi anni, portando sempre l’Istria nel cuore. Riposerà nella terra di Albona che gli diede i natali.

Grazie, Quintino, per aver onorato l’arte e la cultura degli Italiani dell’Istria e del Quarnero. Grazie per l’impegno che hai sempre posto in ogni tua azione. Grazie per il patrimonio d’arte che ci hai lasciato. Grazie per il prestigio derivato agli Italiani della Croazia dai tuoi successi in campo nazionale e internazionale.

Gli artisti, i poeti, gli scrittori e gli altri connazionali aderenti al Cenacolo degli operatori culturali operante in seno all’Unione Italiana, esprimono ai familiari di Bassani il più sincero cordoglio per la perdita del loro caro. Un cordoglio che sarà manifestato al rito funebre, a nome del Cenacolo, dall’artista Virgilio Giuricin.

Noi ricorderemo Bassani con orgoglio per aver egli sempre manifestato, con la parola, l’esempio, la penna e il pennello, il suo sincero e costante attaccamento alla Comunità Nazionale Italiana rimasta sulle sponde orientali dell’Adriatico.

Per il Cenacolo, il presidente
Giacomo Scotti

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Created: Saturday, April 7, 2007; Last Updated: November 06, 2007
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