Aldo Bressanutti
Painters - Renderers - Sculptors

 

Ha dato Vita all'Istria più nascosta e più preziosa

Aldo Bressanutti è nato a Latisana nel '23. Vive e lavora a Monfalcone. Pittore e incisore, autore di tre raccolte: Friuli pittoresco, Istria pittoresca e Trieste dal Timavo a Punta Grossa, è stato più volte premiato e ha presentato le sue opere su invito dell'Associazione «Giuliani nel mondo» in diverse città australiane, in Italia, in Spagna, in Jugoslavia, partecipando a numerose mostre sìa nazionali che internazionali. Di lui sì sono occupate molte riviste d'arte e quotidiani. Ora, per la Lint di Trieste, è in lavoro - assieme al dottor I. Stenerun - un libro su Muggia. L'artista è stato insignito, su proposta del Prefetto di Gorizia, del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana per benemerenze artistiche.

Autorittrato, 1969 (olio su tavola, 40x50)
 
È un artista friuliano che afferma di aver conosciuto l'Istria solo recentemente: «al massimo andavo fino a Rabuiese per far benzina» confessa candimamente. Ma poi tra l'artista e l'lstria è scoppiato il «coup de foudre», un amore improvviso e profondo, un'intensa comprensione, una ricerca, da parte dell'artista, degli aspetti più nascosti, meno appariscenti, meno noti, anche meno illustri della penisola istriana.

Bressanutti, che ha pubblicato, col titolo appunto di Istria pittoresca una serie di incisioni e disegni (prefazione di A. Seri e nota critica di S. Molesi), è riuscito a rendere in quest'opera l'immagine di una terra ricca di tradizioni, erede di un patrimonio artistico e culturale, non dimenticandone però anche gli aspetti più umili e reconditi. Dice A. 

Bressanutti nello suo studio, 1986.

Seri nella prefazione: «C'è chi si meraviglia che in un'epoca in cui la fotografia ha fatto progressi sorprendenti, fino al punto da rendere più viva, smagliante, luminosa la stessa realtà, per illustrare l'Istria, si sia ricorso all'opera di un artista quale Aldo Bressanutti. Ma nessuna macchina fotografica è capace, quanto un artista, di penetrare con intelligenza nella realtà, renderla viva e palese nei suoi reconditi e riposti aspetti, eliminare i deturpamenti, i tettucci di plastica, i cartelli segnaletici, i pali, i fili, le automobili invadenti: nessun mezzo tecnico, neanche il più sofisticato, sa intuire l'antico attraverso un intonaco sbrecciato, togliere da una bifora una persiana posticcia, ricostruire un camino, un tetto sfondato, una casa che sta andando in rovina ...Solo l'artista è capace di ridarle vita, rinnovare la presenza umana.

Montona (clicca per ingrandire)
 

Aldo Bressanutti ha anche la «passione» per i castelli. Abbiamo, ad esempio, un'acquaforte del Castello di Trieste, costruito dai veneziani, rimaneggiato nel 1630, col grande bastione rotondo che domina la città sottostante. Di sapore romantico, come si conviene al soggetto prescelto, il Castello di Miramare, acquaforte che ritrae la costruzione dell'architetto viennese Karl Junker (1860), il famoso «nido od'amore costruito invano» per Massimiliano e Carlotta. Il Castelvecchio di Duino, annidato nella roccia a picco sul mare, che evoca la leggenda medievale della Dama Bianca, e sedc di Ugone VI, che ebbe come ospite al Castello Dante Alighieri... Accanto, sullo sfondo dell'acquaforte di Bressanutti, si vede il castello più recente costruito attorno il 1300, che è stato dimora del Principe Raimondo Della Torre e Tasso. Qui Rilke, nel gennaio del 1912, sentì in mezzo al sibilo violento della bora la presenza degli angeli e scrisse le famose Elegie Duinesi.

Gimino (clicca per ingrandire)

Anche il castello di Muggia, eretto dal Patriarca Marquardo di Randeck nel 1375 per tenere a soggezione la citI tadinanza turbolenta dopo i torbidi provocati da Raffaele di Ser Steno, è stato tema per un'altra acquaforte di Bressanutti. Il torrione rotondo di Gimino, le due torri di Docastelli e ancora da Sanvincenti hanno ispirato il nostro artista.

   

Sergio Molesi lo definisce «pittore e incisore versatile» e afferma che Bressanutti riesce ad evocare il proprio mondo poetico attraverso visioni ambientali, le quali, anche se gravate dalla solitudine, fanno sentire la presenza dell'uomo. Carlo Munari lo definisce «il Proust dei poveri», in quanto Bressanutti ama ritrarre vecchie case, interni spogli, soffitte, sia di Trieste, sia dell'lstria e del Friuli. Nelle opere grafiche e pittoriche di Istria pittoresca si intuiscono gli aspetti di una realtà dimenticata, che rivive mentre si contemplano i vari lavori presentati dall'artista. Egli ci fa cogliere la storia di un passato glorioso, quello dell'lstria, attraverso le immagini di un presente di abbandono, di sgretolamento, di consunzione. È questa la chiave della «magia» dell'arte di Bressanutti.

Due castelli
Biografia

Aldo Bressanutti (Latisana, 1923) esercita la sua attività, incominciata nel 1947, a Monfalcone. 

Pittore e incisore di notevole fantasia, abile evocatore di atmosfere, manifesta intensamente il proprio mondo poetico attraverso visioni ambientali, gravate dalla solitudine, che recano però l' impronta dell' uomo e ne fanno con prepotenza avvertire la presenza. Le vecchie case, gli interni spogli, le soffitte della povera gente sono i suoi ambienti privilegiati. Nell' ultimo decennio ha esposto i suoi lavori in varie città italiane ed estere (Roma, Milano, Genova, Berlino,Toronto, Melbourne, Tenerife, Toronto, Dusseldorf, Londra, Berna e altre) conseguendo notevole successo. Le sue opere figurano presso Musei, collezioni di Enti e Associazioni pubbliche e private, in Italia ed all' estero.

È autore di sei (ora otto?) volumi sul Friuli - Venezia Giulia e sull'Istria con oltre un migliaio di grafiche, disegni e dipinti. Nel mese di giugno e' stata pubblicata dalla casa editrice Lint di Trieste una monografia a compendio di 50 anni della sua attività artistica.

Estratto di note di Marianna Accerboni (critico d' arte):

"Un lieve intento metafisico vela questi interni e contraddistingue la luce quasi sempre dorata dei raggi del sole, che illumina, come una spirale di ottimismo, i quadri dell'artista. In queste opere più recenti i fastelli della memoria si semplificano in lineari e accurate architetture di interni in cui il processo di sintesi testimonia da un canto il superamento da parte dell'autore dei fardelli emotivi del passato, dall' altro la capacità di Bressanutti di rinnovarsi sul piano stilistico e creativo. Qualità quest' ultima che distingue da sempre ogni vero artista."

La lista dei sui libri

Autore anche di copertine di libri sulla fantascienza, poesie, piante e mappe di territori, manifesti, targhe, medaglie, ecc. Per esempio:

  • Ectoplasm (Books of Blood-Volume 2, 1984), Clive Barker, I Grandi Tascabili Bompiani (Milano, 1991) 

  • Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?, 1968), Philip K. DICK, cop. Aldo Bressanutti, tr. Maria Teresa Guasti, Casa Editrice La Tribuna (Piacenza, 1971)

  • La macchina dell'eternità (The Forever Machine, 1958), Mark CLIFTON, Frank RILEY, cop. Aldo Bressanutti, tr. Gabriele Tamburini 

  • Le dimensioni del sogno (The Carnelian Cube, 1939), Fletcher PRATT, L. Sprague DE CAMP, Casa Editrice La Tribuna (Piacenza, 1971) 

  • Redivivi S.p.A. (Counter Clock-World, 1967), Philip K. DICK cop. Aldo Bressanutti, tr. Maria Silva e Andromeda, 4 Dall'Oglio (Milano, 1972) - set.

  • Seppelliamo Re John, Piero PROSPERI, cop. Aldo Bressanutti, Galassia 182 Casa Editrice La Tribuna (Piacenza, 1973)

  • Synthajoy (Synthajoy, 1968), David G. COMPTON cop. Aldo Bressanutti, tr. G[ian] P[aolo] Cossato e S[andro] Sandrelli Galassia 180 Casa Editrice La Tribuna (Piacenza, 1972) 

Ha esposto le sue opere a carattere pubblico e privato nelle principali città italiane ed australiane, nonché in Jugoslavia, Spagna, Inghilterra, Svizzera, Canada ed Austria. Le sue opere figurano presso musei, Enti pubblici e privati, industrie ed associazioni in Italia ed all'estero. 

Rinaldo Derossi (per la monografia Aldo Bressanutti, ed. LINT) ci dice:  

Una volta ho detto ad Aldo Bressanutti che fra i suoi antenati pittori ci doveva essere, non dico un Bruegel o un Bosch in persona, ma almeno qualcuno della loro cerchia; in Fiandra non mancavano tipi dal pennello capace di raccontare storie fantastiche.

Una sfilata incredibile, per chi guarda i suoi quadri, di interni con esterni che si affacciano alle finestre, di oggetti, milioni di oggetti che si raccolgono o si mettono in parata, secondo una "logica" quasi inesistente nella vita reale. La gente, le persone non ci sono, solo qualche bambinello sperduto, forse dimenticato (forse il ricordo di un momento dell'infanzia).

Bibliografia:

  • Testo e immagini (B&W): Maria Grazia de Mottoni de Favento, "Aldo Bressanutti", Pagine Istriane, Rivista trimestrale di cultura fondata a Capodistria nel 1903, 1-2/86 gennaio-giugno 1986 (Genova, 1986), p. 30-33.
  • Biografia: ArtNetwork.com -http://www.italianart.co.uk/Bressanutti/Bressanutti.htm & http://www.bressanutti.com/artista/artista.htm
  • Titoli e copertine: FantaScienza.com - http://fantascienza.com/sf/catalogo/
  • Derossi testo: Nosepol - http://www.el-sys.com/nosepol/Lint/Bress/bres.htm (Aldo Bressanutti)
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Created:Monday, July 30, 2001; Last Updated: Friday, January 22, 2010
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